Del Re (Firenze Democratica): «Decadenze ERP, la legge regionale consente di sospendere i procedimenti e di valutare le condizioni personali degli inquilini. Il Comune utilizzi questi strumenti»
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12 Ottobre 2026
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Queste le dichiarazioni della capogruppo di Firenze Democratica, Cecilia Del Re:
«Partendo da un caso specifico, quello di una cittadina disabile che vive da molti anni in un alloggio popolare, senza più legami familiari e con la necessità di essere assistita quotidianamente da una badante, abbiamo chiesto all’Amministrazione comunale di fare il punto sui procedimenti di decadenza dalle assegnazioni ERP e sulle conseguenti procedure di rilascio degli alloggi.
La cittadina in questione rischia infatti di perdere la propria abitazione per aver superato i limiti patrimoniali previsti dalla legge regionale a seguito di risparmi ereditati dai genitori.
L’assessore ha risposto che il contenzioso è attualmente pendente davanti alla Corte d’appello, dopo che il Tribunale aveva rigettato il ricorso dell’inquilina, rilevando il superamento dei requisiti previsti dalla legge. Non ha tuttavia fatto riferimento all’udienza che si è svolta la settimana scorsa, durante la quale è stata prospettata anche la possibilità di una composizione della controversia, con il coinvolgimento del dirigente dell’Ufficio Casa. La Corte ha quindi rinviato l’udienza a settembre 2027, lasciando così spazio anche alla ricerca di una soluzione che tenga conto delle particolari condizioni della cittadina.
Ed è proprio su questo punto che subiamo voluto richiamare l’attenzione dell’Amministrazione comunale nella nostra replica.
La legge regionale toscana sull’edilizia residenziale pubblica, la n. 2 del 2019, come modificata nel luglio 2025, prevede espressamente strumenti che consentono al Comune di valutare le singole situazioni soggettive, senza limitarsi a un’applicazione automatica dei parametri economici.
Il comma 7 dell’articolo 38 della normativa in questione prevede che, nella decisione finale sulla decadenza, il Comune debba tenere conto anche delle condizioni soggettive degli assegnatari, a partire dallo stato di salute e dalle situazioni di particolare disagio, nonché delle concrete possibilità, anche economiche, di trovare un’altra abitazione. La legge contempla espressamente anche la possibilità di confermare l’assegnazione, eventualmente in via temporanea, o anche di ridimensionare il canone.
Sono possibilità che chiediamo all’Amministrazione di utilizzare concretamente e che, per quanto emerso dalle risposte ricevute dalla stessa amministrazione e dai casi che abbiamo seguito fino ad ora, non risultano essere state finora applicate.
Abbiamo fatto presente, infatti, che quella della cittadina disabile non è una situazione isolata. Una coppia di anziani, rispettivamente di 98 e 96 anni, si trova ad affrontare un analogo procedimento per il superamento dei limiti previsti dalla legge. Vi sono poi persone che hanno ricevuto il trattamento di fine rapporto e che, proprio per questo, hanno superato le soglie patrimoniali consentite. E ancora, il caso di una donna che ha superato di soli 10.000 euro il limite previsto per mantenere i requisiti ERP, e il cui contenzioso è tuttora pendente davanti al Tribunale di Firenze.
Se i procedimenti che arrivano a sentenza non sono numerosi, sono invece diversi quelli ancora pendenti, che si protraggono per anni e pesano sulla vita degli assegnatari come vere e proprie spade di Damocle.
Vogliamo essere chiari: i controlli sui requisiti per la permanenza negli alloggi ERP sono doverosi e legittimi. Nessuno chiede di rinunciarvi, né di disapplicare la legge. Chiediamo, al contrario, che la legge regionale venga applicata nella sua interezza, utilizzando anche gli strumenti che essa mette a disposizione per valutare le condizioni personali, sanitarie ed economiche degli assegnatari.
Non si può pensare che la situazione di una persona disabile, di una coppia di ultranovantenni o di chi ha superato temporaneamente una soglia venga affrontata senza una valutazione delle concrete conseguenze che la perdita dell’alloggio potrebbe determinare.
Anche perché, in molti di questi casi, il rischio è quello di creare nuove situazioni di fragilità, che finirebbero poi inevitabilmente per ricadere sui servizi sociali dello stesso Comune.
C’è infine un’altra questione che non può essere ignorata: quella degli alloggi ERP vuoti.
Nel condominio di via Zanella in cui vive la cittadina disabile, insieme alla badante della cui assistenza non può fare a meno, ci risultano ben cinque appartamenti popolari inutilizzati da anni.
È una situazione che rende ancora più evidente la necessità di un maggiore impegno dell’Amministrazione nella ristrutturazione e nella rimessa a disposizione degli alloggi ERP oggi vuoti, per rispondere alla crescente domanda abitativa della città.
Chiediamo dunque al Comune di Firenze di utilizzare concretamente le possibilità previste dalla legge regionale, valutando le condizioni soggettive degli assegnatari e le specificità di ciascun caso, e di accelerare al contempo il recupero degli alloggi pubblici inutilizzati.
Perché il rispetto delle regole e l’attenzione alle fragilità non sono due esigenze contrapposte. Sono entrambe parte di una buona amministrazione pubblica». (s.spa.)

