Del Re e Gasperini (Firenze Democratica): “Dopo la Pagoda alle Cascine e il fallimento del percorso con il terzo settore, anche per l’ex Chiesa dei Barnabiti una partecipazione che manca di ascolto e sostenibilità”
7 Ottobre 2026
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“Dopo la Pagoda delle Cascine, ci risiamo con l’ex chiesa dei Barnabiti. Ci dispiace leggere oggi sul Corriere Fiorentino le parole delle associazioni che avevano partecipato al percorso promosso dal Comune per immaginare il futuro di questo importante spazio dell’Oltrarno e che oggi denunciano di trovarsi di fronte a un bando che, per le condizioni previste, rischia di tagliare fuori proprio quelle realtà associative che erano state coinvolte nella fase di partecipazione”.
Lo dichiarano Cecilia Del Re, consigliera comunale di Firenze Democratica, e Alessandra Gasperini, consigliera di Firenze Democratica al Quartiere 1.
“Dispiace soprattutto perché dietro questo percorso c’erano tempo, idee e disponibilità messi a disposizione dalle realtà del territorio. Se si promuove un processo partecipativo, occorre poi avere la capacità e la volontà di ascoltarne gli esiti e di tradurli, per quanto possibile, negli strumenti amministrativi successivi. Altrimenti si rischia di generare soltanto frustrazione e sfiducia”.
“L’obiettivo dichiarato era quello di restituire l’ex chiesa dei Barnabiti al quartiere attraverso un progetto culturale, sociale e di valorizzazione del territorio. Se però le condizioni del bando sono tali da rendere difficilmente sostenibile la partecipazione delle associazioni e delle realtà non profit, occorre domandarsi se lo strumento costruito sia davvero coerente con quell’obiettivo”.
“È una vicenda che purtroppo ci ricorda molto da vicino quanto avevamo già denunciato per la Pagoda delle Cascine: anche in quel caso un percorso di coprogettazione con il Terzo settore si era scontrato con condizioni economiche e gestionali che avevano finito per rendere molto difficile per le associazioni assumersi la gestione dello spazio. Non vorremmo che si stesse consolidando un modello nel quale si coinvolgono associazioni e cittadini nella fase delle idee, salvo poi costruire bandi che quelle stesse realtà non sono concretamente nelle condizioni di sostenere”.
“Per questo presenteremo un’interrogazione al Consiglio di Quartiere 1, chiedendo di conoscere come siano state definite le condizioni del bando per l’ex chiesa dei Barnabiti, quali valutazioni siano state fatte sulla sua sostenibilità per le realtà associative e, soprattutto, quante delle realtà che avevano partecipato alla prima fase del percorso, presentando proposte e contributi, abbiano poi effettivamente partecipato al bando. È un dato importante per capire se tra partecipazione e procedura di affidamento sia esistita davvero una continuità”.
“Gli spazi pubblici possono diventare presìdi culturali e sociali fondamentali per i quartieri. Ma se vogliamo che siano le realtà del territorio a farli vivere, non basta chiamarle a partecipare: bisogna anche costruire le condizioni perché possano davvero farlo. Dopo la Pagoda, il caso dei Barnabiti deve farci riflettere seriamente su questo punto”. (s.spa.)

