Bambini e digitale, Firenze presenta le nuove linee guida per le famiglie
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8 Ottobre 2026
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Aiutare le famiglie a orientarsi nell’uso delle tecnologie digitali da parte dei più piccoli, mettendo al centro i bisogni, i tempi di crescita e le esperienze fondamentali dell’infanzia. È questo l’obiettivo delle nuove linee guida dedicate al rapporto tra bambine, bambini e digitale presentate dal Comune di Firenze e raccolte in un decalogo rivolto a genitori, nonni e a tutti gli adulti che si prendono cura dei bambini.
Smartphone, tablet, televisori e dispositivi connessi sono ormai una presenza abituale nella vita quotidiana e fanno parte anche del contesto nel quale crescono i più piccoli. Le nuove indicazioni vogliono offrire alle famiglie uno strumento concreto per affrontare questa realtà in modo consapevole, senza limitarsi a fissare divieti, ma fornendo criteri utili per le scelte di ogni giorno. Il principio alla base del decalogo è che, soprattutto nei primi anni di vita, la tecnologia non deve sottrarre spazio alle esperienze essenziali per la crescita: la relazione con gli altri, il gioco, il movimento, il sonno, le parole e la scoperta diretta del mondo.
Tra le indicazioni c’è quella di rispettare le diverse fasi della crescita, senza anticipare il ricorso agli schermi e mantenendone molto contenuto l’utilizzo tra i 2 e i 5 anni. Quando i bambini sono piccoli, inoltre, l’esperienza digitale dovrebbe avvenire insieme a un adulto, che possa accompagnare ciò che viene visto, aiutare a riconoscere e raccontare le emozioni e creare un collegamento tra quello che accade sullo schermo e la vita reale.
Un altro invito rivolto alle famiglie è quello di interrogarsi, prima di utilizzare un dispositivo, sul motivo per cui lo si sta facendo. La tecnologia può avere un ruolo all’interno di un’attività definita e condivisa, ma non dovrebbe trasformarsi in una soluzione automatica davanti alla noia, ai momenti di attesa o alle difficoltà. Da qui anche l’indicazione di prevedere tempi contenuti e conclusioni chiare nell’utilizzo dei dispositivi, preservando alcuni momenti della giornata, a partire dai pasti e dall’ora che precede il sonno.
Particolare attenzione viene dedicata anche alla scelta dei contenuti e alla protezione delle immagini dei bambini. App, video e materiali digitali devono essere selezionati con cura dagli adulti; allo stesso modo, la condivisione di fotografie e video dei più piccoli non deve essere automatica, ma tenere conto della tutela della loro privacy e dei canali utilizzati per la diffusione.
“Il digitale non può sostituire la relazione, il gioco e la scoperta – afferma l’assessora all’Educazione Benedetta Albanese –. Nei primi anni di vita bambine e bambini hanno bisogno di muoversi, parlare, giocare, esplorare e stare con gli altri. Per questo vogliamo essere accanto alle famiglie, non per dire semplicemente cosa si può o non si può fare, ma per offrire strumenti che aiutino nelle scelte di ogni giorno. Anche nel rapporto con la tecnologia, educare significa accompagnare, dare tempi e regole e soprattutto esserci”.
Il decalogo richiama inoltre il ruolo fondamentale dell’esempio degli adulti. Il modo in cui genitori, familiari e altre figure di riferimento usano smartphone, tablet e altri dispositivi incide infatti sulla costruzione delle abitudini dei bambini. Per questo le indicazioni propongono regole semplici, comprensibili e coerenti, da condividere all’interno dell’intera famiglia.
Le linee guida sono state elaborate con il contributo scientifico e pedagogico dell’Università di Firenze, al termine di un percorso avviato con Forlipsi sotto la guida della professoressa Boffo e fondato sulle conoscenze relative allo sviluppo infantile e al rapporto tra bambini e media digitali. Un lavoro costruito attraverso la collaborazione tra istituzioni educative, ricerca universitaria e famiglie.
A partire da oggi il decalogo sarà distribuito nei nidi dell’offerta pubblica e nelle scuole dell’infanzia comunali e sarà messo a disposizione anche delle scuole dell’infanzia statali. Per renderlo accessibile al maggior numero possibile di famiglie, il materiale è stato inoltre tradotto in più lingue, tra cui inglese, francese, spagnolo e arabo.
Il testo completo sarà quindi a disposizione delle famiglie come strumento di approfondimento, con indicazioni pensate per poter essere applicate concretamente nella vita quotidiana. Il messaggio che chiude le linee guida ne sintetizza l’impostazione: non eliminare la tecnologia dalla vita dei bambini, ma assegnarle “un posto piccolo, accompagnato e con senso”, perché non occupi quello che, soprattutto nei primi anni, deve restare al centro: relazione, corpo, gioco, calma e parole.
(fb)

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