Angeli del fango, la Terrazza Vasariana verso una possibile intitolazione
Dettagli
5 Ottobre 2026
2 minuti, 14 secondi
Descrizione
Ci avviciniamo a una ricorrenza solenne per tutta la nostra comunità: il 60° anniversario dell’Alluvione del 4 novembre 1966.
Quella tragedia rappresenta uno dei capitoli più profondi della storia civile, culturale e umana di Firenze. Ma accanto al dolore e alla devastazione, quell’evento ha fatto emergere una straordinaria risposta collettiva: migliaia di giovani arrivati da ogni parte d’Italia e del mondo per aiutare Firenze, diventati per tutti gli “Angeli del fango”.
Con i nostri emendamenti abbiamo voluto ribadire che la memoria di quell’impegno non è mai venuta meno e che l’Amministrazione comunale continua a custodirne le radici, anche attraverso il percorso istituzionale avviato in vista del sessantesimo anniversario e il Protocollo sottoscritto per le celebrazioni.
In questo percorso si inserisce l’ordine del giorno approvato all’unanimità dal Consiglio comunale, che propone di valutare la fattibilità dell’intitolazione agli “Angeli del fango – Volontari dell’Alluvione del 1966” della Terrazza Vasariana sul Lungarno Anna Maria Luisa de’ Medici, uno dei luoghi più suggestivi e simbolici della città, affacciato sull’Arno e sul Ponte Vecchio.
“Riteniamo significativo – dichiara il presidente della Commissione Toponomastica Andrea Ciulli – che la memoria degli Angeli del fango possa trovare un luogo stabile e riconoscibile nel cuore di Firenze. Non si tratta soltanto di ricordare ciò che accadde nel 1966, ma di trasmettere alle nuove generazioni il valore della solidarietà, dell’impegno civico e della capacità di una comunità di rialzarsi nei momenti più difficili”.
“Per questo – conclude Ciulli – abbiamo ritenuto importante inserire nell’atto la valutazione della fattibilità, coinvolgendo gli uffici e gli enti competenti, affinché possa essere verificata concretamente la possibilità di questa intitolazione. La Terrazza Vasariana, per la sua posizione e per il rapporto diretto con l’Arno, rappresenterebbe un luogo fortemente evocativo per rendere omaggio a una mobilitazione che non appartiene soltanto alla storia di Firenze, ma alla memoria collettiva del nostro Paese e di una parte importante della comunità internazionale”. (s.spa.)

