Descrizione
“Accolgo con favore il progetto di riqualificazione di Piazza Vittorio Veneto: restituire centralità a uno spazio strategico, ricucire il rapporto tra città e Cascine e aumentare il verde urbano sono obiettivi condivisibili e necessari.”
Lo dichiara il capogruppo del M5s in Consiglio Comunale, Lorenzo Masi, commentando la presentazione del progetto di trasformazione della piazza, che punta a riportarla alla visione originaria di Giuseppe Poggi come porta di accesso al parco.
“Parliamo di un intervento importante – prosegue Masi – che supera la semplice sistemazione e prova così sembrerebbe a restituire qualità urbana, più spazio alle persone e una maggiore sostenibilità ambientale. In particolare, su una superficie complessiva di circa 37.000 metri quadrati, la quota di superficie permeabile passerà dal 41% attuale al 65% previsto dal progetto, con un incremento significativo del verde: dagli attuali 9.000 metri quadrati a quasi 14.000, accompagnato dall’inserimento di un numero rilevante di nuovi alberi. Sono elementi concreti che vanno nella direzione giusta.”
“Tuttavia – avverte Masi – Firenze ha già pagato un prezzo troppo alto per cantieri che si sono trascinati per anni o che non hanno mai visto la luce. Penso alle vicende del Ex ippodromo Le Mulina, ai lavori infiniti dell’area ex Meccanò o agli interventi mai completati come quelli della piscina Paganelli. Non possiamo permetterci che anche questo progetto segua lo stesso destino.”
“Per questo chiediamo chiarezza e rigore sul cronoprogramma: gli 8-10 mesi previsti per le procedure e i circa 24 mesi di lavori devono essere rispettati. I cittadini hanno bisogno di certezze, non di annunci.”
“Bene quindi partire, anche per non perdere il finanziamento da 7,5 milioni di euro, ma con un impegno preciso: tempi certi, monitoraggio costante e massima trasparenza sull’avanzamento dei lavori.”
“Firenze merita opere che iniziano e finiscono nei tempi previsti. La riqualificazione di Piazza Vittorio Veneto può essere un segnale positivo, a patto che non diventi l’ennesimo simbolo di ritardi e occasioni mancate”, conclude Masi. (s.spa.)


