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Medio Oriente, il Consiglio Comunale di Firenze aderisce all’appello per la liberazione di Marwan Barghouti

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La Presidente della Commissione 7, Stefania Collesei  e il Capogruppo PD Luca Milani: “Un atto politico forte. La sua liberazione non è solo un gesto umanitario, ma la precondizione strategica per riattivare il processo di pace e la soluzione dei Due Stati”
Data:

5 Febbraio 2026

Tempo di lettura:

3 minuti, 5 secondi

Capogruppo PD
gruppo pd
presidente commissione pari opportunità, pace, diritti umani, relazioni internazionali
Capogruppp AVS-Ecolò
sinistra progetto comune

Descrizione

Il Consiglio Comunale di Firenze ha approvato ieri la mozione n. 1524-2025, che impegna l’amministrazione a aderire formalmente alla campagna internazionale per la liberazione di Marwan Barghouti e dei prigionieri politici palestinesi. L’atto, frutto di un lavoro di sintesi condiviso dalla maggioranza in Commissione, individua nella liberazione del leader palestinese un passaggio indispensabile per la ripresa dei negoziati di pace.

Il documento approvato richiama il ruolo cruciale di Barghouti come “Mandela palestinese”, unico leader in grado di unificare le fazioni palestinesi – incluse Fatah e Hamas – su una piattaforma democratica, come già dimostrato con la stesura del “Documento dei Prigionieri” del 2006 che apriva implicitamente alla soluzione dei Due Stati sui confini del 1967.

L’approvazione arriva al termine di un percorso condiviso in Commissione 7 (Pari Opportunità, Pace, Diritti Umani), dove il testo originario sulla cittadinanza onoraria è stato trasformato in una richiesta politica più ampia, volta a sollecitare il Governo a farsi promotore attivo al rispetto del diritto internazionale umanitario, affinché la questione dei detenuti palestinesi diventi parte dell'agenda diplomatica.

Di seguito la dichiarazione della Presidente della Commissione 7, Stefania Collesei: “Il dibattito e il voto di ieri in Aula segnano un passaggio di maturità politica importante per la nostra città. Non ci siamo limitati a un atto simbolico, ma abbiamo espresso un indirizzo di politica estera preciso: sostenere la liberazione di Marwan Barghouti significa lavorare concretamente per costruire l'interlocutore che oggi manca al tavolo della pace. Come dimostra la storia del 'Documento dei Prigionieri', Barghouti è l'unica figura che possiede la legittimità popolare e politica per arginare il radicalismo e guidare il popolo palestinese verso una soluzione unitaria e democratica. Con questo atto, Firenze chiede al Governo e all'Europa di agire: la sua libertà è la chiave di volta per garantire la sicurezza di Israele e la nascita dello Stato di Palestina”.

Aggiunge il Capogruppo del Partito Democratico, Luca Milani: “Questo atto, dopo tanto orrore, prova a parlare di futuro, e di un futuro di pace. È un atto coraggioso quello che viene chiesto ad Israele, che renderebbe evidente al mondo la volontà di una pace vera e duratura”.

L’atto impegna inoltre l'amministrazione a farsi promotrice, nelle sedi internazionali, delle richieste di accesso per gli organismi di monitoraggio indipendenti, come la Croce Rossa Internazionale, nelle strutture detentive, a tutela dei diritti umani fondamentali. 

La mozione è stata sottoscritta dalla Presidente della Commissione 7 Stefania Collesei e dal Vicepresidente Dmitrij Palagi e dai Consiglieri del Partito Democratico Luca Milani, Andrea Ciulli, Renzo Pampaloni del Gruppo Partito Democratico e dalla Capogruppo AVS Ecolò Caterina Arciprete. (s.spa.)

Ultimo aggiornamento:

05/02/2026, 11:34

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