Descrizione
«Fa sorridere – ma fino a un certo punto – leggere i toni trionfalistici con cui l’Amministrazione comunale annuncia oggi l’assegnazione di una sede al Comitato Unico di Garanzia, dimenticando che questa scelta nasce da una precisa iniziativa politica approvata un anno fa nelle sedi consiliari».
Così il consigliere capogruppo M5S Lorenzo Masi, che il 29 luglio 2025 aveva presentato la mozione MZ/2025/00853, votata all’unanimità in Commissione Affari generali e organizzazione, messa in calendario dei lavori consiliari e iscritta all’ordine dei lavori del Consiglio comunale, con l’obiettivo di individuare una sede stabile per il CUG all’interno dell’Amministrazione comunale.
«La richiesta di una sede non è stata una gentile concessione dell’Amministrazione – sottolinea Masi – ma il frutto di un atto politico formale, discusso e approvato in Commissione, che segnalava un vuoto organizzativo evidente e non più rinviabile. Una richiesta maturata anche grazie al lavoro svolto nella Commissione Affari Istituzionali, che presiedo, dove il CUG è stato audito in più occasioni».
Nel corso delle audizioni è emersa una situazione oggettivamente critica: il Comitato, pur svolgendo funzioni essenziali per la promozione delle pari opportunità, il contrasto alle discriminazioni e il benessere organizzativo, era privo di una sede ed era costretto a riunirsi in luoghi di fortuna, come bar, una condizione incompatibile con la dignità e il ruolo istituzionale dell’organismo.
«Colpisce quindi che oggi l’assegnazione della sede venga presentata come una scelta autonoma dell’Amministrazione, attraverso dichiarazioni pubbliche delle assessore Laura Sparavigna e Benedetta Albanese, senza alcun riferimento al percorso consiliare che ha portato a questo risultato né alla mozione che ne è stata all’origine».
«Ancora più singolare – prosegue Masi – è la presentazione di un question time sullo stesso tema da parte del consigliere Cristiano Balli, presidente della Commissione Affari generali e organizzazione, Commissione che aveva già votato all’unanimità la mozione MZ/2025/00853. Un’iniziativa fuori tempo massimo che contribuisce a costruire una rappresentazione distorta dei fatti».
Il Comitato Unico di Garanzia, previsto dalla normativa nazionale, svolge un ruolo centrale nella promozione delle pari opportunità, nel contrasto alle discriminazioni e nel miglioramento del clima lavorativo. Proprio per questo, già nel 2025 era stato evidenziato come l’assenza di una sede fisica dedicata rappresentasse una contraddizione evidente tra gli obiettivi dichiarati e gli strumenti effettivamente messi a disposizione.
«Questa vicenda si inserisce in un percorso politico coerente e strutturato – aggiunge Masi – che porto avanti da tempo sui temi della parità e del benessere organizzativo. Ne è un esempio la mozione MZ/2025/00675 per l’ottenimento della certificazione di qualità di genere del Comune di Firenze, da me presentata e approvata all’unanimità il 9 luglio 2025 dalla Commissione 7 – Pari opportunità, pace, diritti umani, relazioni internazionali, immigrazione, oggi iscritta all’ordine dei lavori del Consiglio comunale».
«È quindi evidente – conclude Masi – che non siamo di fronte a iniziative estemporanee dell’Amministrazione, ma a risultati che discendono da un lavoro politico e istituzionale preciso. Che oggi si tagli un nastro è certamente una buona notizia per il CUG e per le lavoratrici e i lavoratori del Comune, ma non può passare il messaggio che l’Amministrazione abbia agito per iniziativa propria. Riconoscere correttamente i fatti non è polemica, ma trasparenza e rispetto delle istituzioni». (s.spa.)


