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Enrico Conti (PD): “L’effetto della guerra sull’economia regionale e fiorentina”

Data:

9 Marzo 2026

Tempo di lettura:

3 minuti, 15 secondi

Descrizione

Queste le dichiarazioni del consigliere PD Enrico Conti

“L’offensiva bellica in corso da parte degli Stati Uniti e di Israele nei confronti del regime degli Ayatollah in Iran non è una crisi che possiamo osservare da spettatori, innanzitutto dal punto di vista umanitario. Troppo numerose sono già oggi le vittime innocenti, tra cui le 170 alunne uccise in una scuola elementare.

Ma è anche un conflitto che sta già producendo effetti economici rilevanti in Italia, in Toscana e nell’area fiorentina. Nelle ultime ore il prezzo del petrolio ha sfiorato i 120 dollari al barile, mentre il traffico nello Stretto di Hormuz - da cui passa circa un quinto del petrolio mondiale - risulta gravemente compromesso. Le conseguenze sono evidenti: energia più cara, trasporti più costosi, inflazione più difficile da contenere e maggiore incertezza per famiglie e imprese.

Per la Toscana il problema è particolarmente serio perché siamo una Regione fortemente aperta al commercio internazionale. Il rapporto tra valore delle esportazioni e valore aggiunto regionale è poco inferiore al 50% molto sopra la media italiana, e in Toscana operano 20 mila imprese esportatrici. Quando aumentano i costi dell’energia, si complicano le rotte logistiche e cresce la volatilità dei mercati, un territorio esportatore come il nostro diventa inevitabilmente più esposto.

Anche i mercati esteri sono direttamente coinvolti. Secondo la Camera di commercio, circa 1,6 miliardi di euro di export fiorentino sono legati alla direttrice mediorientale - in particolare Turchia, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Qatar. Se la crisi dovesse allargarsi, il rischio riguarderebbe quindi una quota significativa delle nostre vendite all’estero. Parallelamente, i forti aumenti dei costi energetici si tradurrebbero per le imprese in maggiori costi stimati in circa 670 milioni di euro, con il distretto cartario tra i più esposti per l’elevata incidenza del costo dell’energia.

Un altro settore cruciale è il turismo. IRPET segnala che nel 2025 a trainare i flussi verso le città d’arte toscane sono state soprattutto le provenienze extra-europee, le più a rischio nei prossimi mesi - a partire dai mercati statunitense e cinese - a causa dell’incertezza geopolitica e dell’aumento dei costi dei voli legato al caro carburante.

Per le famiglie fiorentine, l’aumento del costo dell’energia si rifletterà inevitabilmente sulle bollette domestiche, sul prezzo dei trasporti, sui costi della logistica urbana, dei servizi pubblici locali e, in generale, su molti consumi quotidiani.

Se il conflitto dovesse durare a lungo, il rischio è quello di uno scenario di stagflazione, con possibili effetti anche sull’occupazione e quindi con pesanti ricadute sociali sulla nostra città.

Firenze non può influenzare gli equilibri geopolitici globali. Ma può e deve prepararsi alle conseguenze economiche di queste crisi. In questo senso è positivo che l’Assessore Vicini stia predisponendo strumenti per sostenere le imprese più esposte, monitorare i settori strategici e mantenere alta l’attenzione sugli effetti sociali dell’aumento dei costi energetici e dell’inflazione.

Perché oggi le crisi internazionali non sono mai davvero lontane: entrano nelle bollette delle nostre imprese, nei bilanci delle famiglie e nelle prospettive economiche della nostra comunità”. (s.spa.)

Ultimo aggiornamento:

09/03/2026, 16:29

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