Descrizione
Queste le dichiarazioni della capogruppo di AVS – Ecolò Caterina Arciprete
“È una responsabilità maschile. E voi, che cosa state facendo?
La vita di Zoe Trinchero è stata gettata via da un uomo che non ha saputo accettare un rifiuto. Un uomo che non ha riconosciuto i confini di chi aveva detto no. Chi ha ucciso Zoe non era uno sconosciuto, non era un “mostro”. Faceva parte della sua cerchia di relazioni.
Come dice NUMD Asti “È lì che si consuma la violenza: nello spazio della prossimità, dove un rifiuto diventa un’offesa insopportabile. È lì che si radica l’idea che una ragazza che dice no stia provocando, umiliando, togliendo qualcosa che spetterebbe a qualcun altro.
Ed è così che una donna viene uccisa per aver rivendicato il diritto più elementare: decidere per sé stessa”.
Eppure, di fronte a questo femminicidio, si è scelto ancora una volta la scorciatoia più comoda: attribuire la colpa a un presunto “altro”, a un uomo immaginato come colpevole per il colore della pelle. E che serve, ancora una volta, a usare i corpi e le vite delle donne come strumento di propaganda politica.
È lo stesso meccanismo che vediamo all’opera oggi nel caso Epstein.
Un’attenzione spasmodica che viene piegata a una tifoseria politica: da una parte per evocare Trump come incarnazione del male assoluto, dall’altra per esibire con compiacimento nomi come il Labour Peter Mandelson, Noam Chomsky, Woody Allen.
Non vogliamo essere strumentalizzate. Il punto non è la destra o la sinistra. Il punto è il potere maschile. Un potere che si esibisce senza pudore sul corpo delle donne. Un potere bianco, elitario, che appartiene a una élite mondiale che si è sentita autorizzata a tutto.
Ma, come ha detto Michela Marzano, questa è la storia delle donne.
Se il caso Epstein non è stato definitivamente sepolto, lo si deve soprattutto a una donna: Virginia Giuffre. Aveva diciassette anni quando è stata reclutata e sfruttata sessualmente . Per anni ha raccontato ciò che le era accaduto, esponendosi pubblicamente. È stata messa in dubbio, screditata. È morta suicida nell’aprile del 2025.
Perché il cuore di questa storia non è la lista dei nomi famosi. Il cuore sono le ragazze. Ragazze giovanissime, vulnerabili, trattate come merce in un sistema in cui il potere maschile si sente autorizzato a tutto: a comprare il silenzio, a evitare i tribunali, a cavarsela sempre
Ma se restiamo lì – se seguiamo queste storie solo per curiosità o per tifoseria politica – perdiamo il punto essenziale. Che dobbiamo dismettere questo sistema di potere. E dato che la violenza di genere è innanzitutto una responsabilità maschile, chiedo a ognuno di voi: che cosa state facendo?”. (s.spa.)

