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Ambiente, l’assessore Giorgio: “Smog è problema vero, serve agire: alla Regione chiediamo un nuovo modello di governance per contrastarlo insieme”

Data:

17 Gennaio 2023

Tempo di lettura:

5 minuti, 12 secondi

Descrizione

Lo smog è tra i problemi più seri per la salute dei cittadini ma la lotta alla sua riduzione non deve scaricarsi sui cittadini: serve accelerare con forza e un lavoro congiunto tra istituzioni. E’ quanto rileva l’assessore all’ambiente Andrea Giorgio in merito alla procedura di infrazione europea sulle concentrazioni di biossido di azoto (NO2).

“Secondo il dossier di Legambiente "mal d'aria" sono circa 65.000 le morti premature legate  all'inquinamento dell'aria in Italia ed è evidente come questa sia una delle questioni più importanti per chi governa le città. E' qui infatti che spesso si concentrano le zone più critiche e sono i contesti su cui concentrare lavoro e attenzione - sottolinea Giorgio -.  A Firenze abbiamo fatto un grande lavoro in questi anni sull'abbattimento degli inquinanti grazie a politiche importanti di sostituzione delle caldaie, al ricambio del parco auto e dei mezzi delle flotte del trasporto pubblico, alla limitazione della circolazione per i veicoli più inquinanti, alla messa in opere delle tramvie, alla realizzazione delle piste ciclabili, all’aumento dello sharing. I risultati sono stati importanti: negli ultimi 10 anni abbiamo abbattuto ad esempio il numero di sforamenti del PM10, così come abbiamo fatto molto per la riduzione della concentrazione dell'NO2. Resta in città un problema legato al superamento dei valori soglia di NO2 sulla centralina di traffico in viale Gramsci che comunque ha più che dimezzato le concentrazioni negli ultimi 10 anni e di un quarto dal 2018, con livelli ora molto vicini al rientro sotto i valori di guardia”. 

“Abbiamo appreso qualche settimana fa di una delibera della Regione Toscana che ipotizzava di anticipare dal 2025 al 2023 il blocco alla circolazione dei diesel euro 5 nell'area della ZTL e in quella interna al perimetro dei viali, una delibera che ha creato non poche apprensioni ai cittadini - continua -. La transizione ecologica nelle città è fondamentale ed è l'unico modo per salvare il pianeta così come è fondamentale, per la nostra salute, migliorare la qualità dell'aria che tutti respiriamo. Ne siamo talmente consapevoli che stiamo per iniziare l'installazione dello Scudo Verde, una delle prime infrastrutture tecnologiche di questo genere in Italia, grazie al quale potremo prima monitorare, poi modificare, gli accessi in città di auto e bus. Anticipare così all'improvviso il blocco dei mezzi Diesel euro 5 è però impensabile, perchè è evidente come il lavoro di questi anni abbia dato i suoi frutti, non siamo stati a guardare. Ora dobbiamo accelerare, non fermarci, ma non possiamo pensare di obbligare migliaia di persone a cambiare l'auto all'improvviso in un momento del genere e senza aver messo in piedi un'alternativa reale. Dobbiamo fare di più e meglio, perchè il tempo stringe. Ma dobbiamo farlo - l'ho sempre sostenuto - senza scaricare il costo delle scelte sui cittadini, specie sui più deboli e su chi ha meno”.

“Abbiamo messo a punto in città i controlli per far rispettare i divieti già vigenti, che riguardano tutti i mezzi Euro 1-2-3-4: non possono circolare, salvo rarissime eccezioni, nella ZTL e nell'area compresa sostanzialmente nel perimetro dei viali, così come un'accurata campagna informativa agli automobilisti. - dichiara Giorgio - Per scongiurare i divieti vogliamo accelerare, non frenare, ecco perché ci siamo sentiti con l'Assessora Monia Monni stamani e ci vedremo nei prossimi giorni con questo obiettivo: un protocollo per mettere in campo insieme azioni concrete per limitare gli inquinanti in città e per monitorarne gli effetti. Dobbiamo costruire un meccanismo che ci permetta interventi efficaci che tengano insieme la Regione e il Comune, le rispettive competenze e responsabilità, altrimenti rischiamo che la frammentazione di competenze e la complessità di interventi del genere, si scarichino sui cittadini in termini di salute o di costi insostenibili”. 

Giorgio fa alcuni esempi: “per limitare l'uso dell'auto serve migliorare sia in città che nei comuni limitrofi il servizio di Autolinee Toscana, così come quello dei treni per studenti e pendolari. Pensiamo poi alle caldaie, su cui servono incentivi al ricambio che però non possono che essere finanziati usando le risorse che derivano dai contributi alla loro manutenzione. Oppure alla sostituzione degli autobus attuali con quelli elettrici: il Comune ha trovato 54 milioni di finanziamenti europei, ma serve regolare con AT e Regione come si inseriscono nel servizio e nel contratto, altrimenti restano fermi. Sono esempi che riguardano direttamente le fonti di inquinanti che più impattano sulle criticità dei livelli di biossido di azoto in città, ed in tutti è evidente come il Comune da solo può fare ben poco avendo le armi spuntate mentre la Regione è il soggetto che ha più competenze. Per questo - conclude l’assessore - serve più collaborazione e un nuovo sistema di governance: per mettere in campo insieme politiche efficaci e di impatto”.

Ultimo aggiornamento:

04/12/2025, 12:02

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