Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune): "La libertà di informazione, solidarietà a chi lavora e impegni del Comune"
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4 Aprile 2026
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Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi di Sinistra Progetto Comune
"Giovedì 10 aprile la Corte di Cassazione si pronuncia sul caso Fabio Butera. Un giornalista che nel 2018 aveva verificato — con la Questura e la Prefettura di Vicenza — una notizia falsa su dei richiedenti asilo, pubblicata dal Giornale di Vicenza e amplificata fino alle dichiarazioni di Matteo Salvini. Il suo post su Facebook era corretto, tant'è che il Tribunale di Verona lo ha riconosciuto non diffamatorio. Eppure quei tribunali — primo grado e Appello — lo hanno condannato a pagare 33.000 euro di risarcimento e spese legali per non aver rimosso i commenti scritti da altri sotto il suo post: commenti che non aveva prodotto, non aveva condiviso, e che nessuno gli aveva mai chiesto di cancellare.
Non è un caso isolato. È il sistema. E in questi giorni, mentre a Roma la Cassazione è chiamata a decidere, il gruppo consiliare Sinistra Progetto Comune deposita al Consiglio comunale di Firenze una mozione che prende posizione su questi temi e chiede impegni concreti all'istituzione.
L'Italia detiene il primato europeo di SLAPP — Strategic Lawsuits Against Public Participation, le cosiddette querele bavaglio — con 26 casi documentati nel solo 2023, un quarto del totale dell'Unione europea. Nei primi sei mesi del 2025 i casi sono aumentati del 78%. Il Rapporto annuale del Consiglio d'Europa On the Tipping Point: Press Freedom 2025, pubblicato il 3 marzo 2026, registra 344 allerte gravi in tutta Europa e indica come priorità assoluta «implementare pienamente gli standard anti-SLAPP». Il rapporto MFRR dell'11 marzo 2026 — missione a Roma — è ancora più diretto sull'Italia: deterioramento della libertà di stampa, violazione del Regolamento europeo EMFA sulla RAI, recepimento della Direttiva anti-SLAPP che «manca di ambizione». Reporters Sans Frontières ci colloca al 49° posto su 180 paesi: peggiori di tutti nell'Europa Occidentale.
Queste non sono statistiche lontane. Firenze ha le sue.
Nel luglio 2024 la Procura di Firenze ha ordinato la perquisizione dell'abitazione e della redazione del giornalista Simone Innocenti del Corriere Fiorentino, sequestrandogli computer, tablet e telefoni. L'obiettivo — secondo la sentenza della Cassazione che a marzo 2025 ha annullato quella perquisizione — era «disvelare la fonte informativa del giornalista senza alcuna vera ricaduta sulle indagini». A marzo 2025 è arrivata una querela per diffamazione alla direttrice e a un cronista de La Nazione per un articolo che ricostruiva le circostanze della sua nomina a capo della Procura fiorentina. L'Ordine dei Giornalisti e l'Associazione Stampa Toscana si sono schierati a fianco della e del collega.
Quando chi ha il potere di aprire fascicoli usa quel potere per zittire chi scrive di lui, siamo di fronte a qualcosa che va oltre la controversia tra privati. È un problema politico. E la politica ha il dovere di dirlo.
La mozione che presentiamo chiede al Consiglio comunale, alla Sindaca e alla Giunta di Firenze di assumersi impegni precisi. Di esprimere solidarietà alla classe lavoratrice del giornalismo e al giornalista Fabio Butera. Di chiedere al Parlamento e al Governo italiano una legge organica anti-SLAPP che vada oltre il recepimento minimale della Direttiva europea — oggi limitato ai soli casi transfrontalieri, con buona pace dei giornalisti italiani querelati da italiani. Di adottare un codice etico che impegni Consiglio e Giunta a non promuovere azioni giudiziarie pretestuose contro chi esercita il diritto di cronaca nell'esercizio delle funzioni pubbliche. Di estendere questo impegno alle partecipate e controllate del Comune — perché il denaro pubblico non può finanziare querele bavaglio. Di definire criteri trasparenti per la distribuzione delle risorse pubblicitarie alle testate giornalistiche, che non siano mai uno strumento di pressione per orientare la copertura delle notizie.
Non è la prima volta che Sinistra Progetto Comune porta questi temi in aula. Lo abbiamo fatto nel 2022 con la risoluzione "per la libertà d'informazione" e con quella sulle SLAPP. Lo facciamo oggi in un momento in cui la questione è diventata ancora più urgente, con una sentenza attesa giovedì che riguarda tutti: non solo Butera, non solo il mondo dell'informazione, ma chiunque abbia una pagina social e pubblichi un'opinione nell'interesse pubblico.
Un'informazione libera non è un privilegio della stampa: è una condizione della democrazia. E difenderla — dai banchi dell'opposizione, con gli strumenti istituzionali a disposizione — è esattamente il lavoro che siamo qui a fare. Non è un caso che il mondo della stampa sia attraversato da scioperi di cui troppo spesso la politica preferisce non parlare". (s.spa.)

