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Del Re (Firenze Democratica): “Dehors: occorre un ufficio per la progettazione dello spazio pubblico. E su piazza Repubblica sbagliato il dietrofront”

Data:

19 Gennaio 2026

Tempo di lettura:

2 minuti, 34 secondi

Descrizione

Queste le dichiarazioni della capogruppo di Firenze Democratica, Cecilia Del Re:

“Un regolamento che arriva con 5 anni di ritardo, dopo plurime proroghe, usando ancora schemi del passato, ovvero quelli della ‘parcellizzazione’ dello spazio pubblico, che viene via via progettato in base agli interessi di parte (commercianti, opere di mobilità, ambulanti e così via) senza uno sguardo più alto che tenga insieme tutti gli interessi di coloro che abitano e vivono una città.

La costituzione di un ufficio apposito dedicato alla progettazione dello spazio pubblico, la mappatura in open data dei dehors anche per facilitare i controlli e la saturazione dello spazio; l’uso di medesimi criteri per tutti per la quantificazione dello spazio pubblico da concedere sono tra gli emendamenti che abbiamo presentato alla delibera e al regolamento. 

La nostra attenzione si è poi rivolta al tema dell’impatto acustico, cruciale per la vivibilità dello spazio pubblico per i suoi residenti e lavoratori/lavoratrici. Di fronte alla mancanza cronica di fonometri da parte della pubblica amministrazioni, abbiamo proposto questa dotazione per ciascun esercente con rilevazioni periodiche da effettuare in collegamento con la Smart city control room. La questione dei controlli diventa infatti fondamentale per garantire un equilibrio tra dehors e vivibilità di quello spazio, ed è importante aggiornare questo settore con i nuovi strumenti di controllo di cui l’amministrazione si è dotata come la Smart city control room.

Riconosciamo il lungo lavoro portato avanti dall’assessorato allo sviluppo economico in questi mesi, ma di fatto ci troviamo di fronte ad un lavoro che non solo, come detto, ripercorre vecchi schemi, ma che ha anche abrogato una strada che per Piazza Repubblica era stata tracciata nel 2018 per superare quelle strutture così impattanti: con 5 anni di anticipo, era stato approvato un protocollo con la Soprintendenza per porre fine alle strutture di piazza Repubblica, in modo da comunicare con anticipo agli esercenti che non sarebbero state nuovamente autorizzate. L’anticipo era necessario per dar modo ai bar storici - totalmente oscurati da quelle strutture - di rinegoziare i canoni di affitto con la proprietà ed evitare nuovi investimenti da parte degli esercenti. Questa amministrazione ha invece scelto di abrogare quella delibera e confermare l’insostenibilità di quelle strutture, che pure determinano una palese disparità di trattamento rispetto alle condizioni date agli altri esercenti, rappresentando un palese aumento di volume più che una concessione di suolo pubblico”. (s.spa.)

Ultimo aggiornamento:

19/01/2026, 19:16

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