Stefania Collesei (Presidente Commissione pari opportunità, pace, diritti umani, relazioni internazionali): “Dalla parte del popolo iraniano”
2 Marzo 2026
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Descrizione
Queste le dichiarazioni della presidente Commissione pari opportunità, pace, diritti umani, relazioni internazionali Stefania Collesei
“Sabato 28 febbraio e stato l'inizio di un nuovo conflitto in Medio Oriente
Israele e gli Stati Uniti, fuori da ogni regola del diritto internazionale, hanno attaccato l’Iran, fuori anche dalle regole interne dato che Trump si è mosso senza chiedere l'approvazione del Congresso.
La nostra piena solidarietà va senza alcun dubbio al popolo iraniano che si trova ora stretto nella morsa tra la repressione del regime teocratico ed i bombardamenti di Usa e Israele.
Nessuno può simpatizzare per il regime di Teheran, per il modo in cui soffoca la repressione in maniera feroce e sanguinaria. Come Consiglio comunale abbiamo operato per sostenere “Donna Vita e Libertà”, abbiamo dedicato un albero a Mahsa Amini, dato la cittadinanza onoraria a Pakhshan Azizi, detenuta nelle carceri iraniane. La nostra vicinanza al popolo iraniana è totale ma nello stesso tempo sono da ritenere sbagliate e pericolose le azioni militari, unilaterali, che violano pesantemente il diritto internazionale con il rischio di innescare una catena di eventi incontrollabili nella regione più instabile del mondo.
L’attacco, con le azioni che poi innesca, sta esponendo l’umanità a un ulteriore, drammatico passo verso il rischio di una deflagrazione su larga scala.
l'alternativa alla repressione interna non può essere la distruzione dall'esterno, lasciando il popolo in mezzo. Non si può parlare di effetti collaterali.
Sono saliti a 148 i morti causati dall'attacco aereo israeliano su una scuola femminile.
C'è una posizione assunta da Germania, Francia e Regno Unito che chiedono l’immediata ripresa delle trattative.
L’Italia e l'Europa si trovano, loro malgrado, all’interno di un potenziale conflitto.
L’Italia non è stata neppure avvertita da Trump sull’attacco imminente.
E su questa base che stigmatizziamo il nostro Ministro della difesa Crosetto che si è trovato bloccato a Dubai.
Al governo e alle forze politiche chiediamo di non rimanere schiacciati sull’amministrazione degli Stati Uniti, di non dare sostegno ad una nuova spirale bellica.
Il mondo e il popolo iraniano non hanno bisogno di un altra guerra”. (s.spa.)

