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Francesco Grazzini (Capogruppo Italia Viva – Casa Riformista): “Sollicciano resiste ma è sempre un pugno nello stomaco”

Data:

4 Marzo 2026

Tempo di lettura:

2 minuti, 8 secondi

capogruppo italia viva - casa riformista

Descrizione

Queste le dichiarazioni del capogruppo di Italia Viva – Casa riformista Francesco Grazzini


“A distanza di circa un anno dall’ultimo sopralluogo siamo tornati, con la Commissione Politiche Sociali, presso il Carcere di Sollicciano.

Voglio innanzitutto ringraziare la direttrice Vitrani e tutto il personale della Polizia Penitenziaria per la disponibilità, la professionalità e soprattutto per l’umanità con cui ogni giorno affrontano condizioni di lavoro impossibili. In un clima di costante tensione, tra richieste continue e gridi di aiuto su tutto: dal cambio di una lampadina a situazioni ben più gravi e complesse.

Abbiamo incontrato molti detenuti nelle sezioni. Lo sguardo, per fortuna, oltre che sulle infiltrazioni sui muri, l’abbiamo posto sulle persone. Dialoghi e sguardi che non dimenticheremo facilmente. Persone che chiedono soltanto di poter vivere il tempo della loro pena in modo più umano.

Rispetto allo scorso anno abbiamo rilevato alcuni interventi che testimoniano il “tentativo” di chi lavora e gestisce la struttura: pareti ridipinte, alcune situazioni di infiltrazioni gestite meglio, zone dichiarate inagibili e oggetto di lavori. Peccato però che troppo spesso l’amministrazione carceraria sia costretta a procedere “per toppe” e non con gli interventi complessivi che una struttura come Sollicciano meriterebbe. 

Restano infatti gli arcinoti problemi strutturali: infiltrazioni d’acqua, freddo, spazi non adeguati alle oltre 500 persone che ci vivono. Chi vive e lavora dentro Sollicciano ci ha parlato di fatica, tensione, senso di abbandono. Gli agenti operano con organici ridotti; i detenuti scontano la pena in condizioni che mettono a dura prova la dignità personale.

Ora però, pur sapendo che non si tratta di una competenza diretta del Comune, è il tempo di tradurre le analisi e le denunce in azioni. La Commissione prosegua nell’importante lavoro avviato dal presidente Amato per individuare iniziative concrete che possano migliorare le condizioni di vita dei detenuti, anche e soprattutto prima e dopo il periodo di detenzione.

Un carcere adeguato, più umano, moderno e accogliente sarebbe un segno di una città che davvero non lascia da soli gli ultimi”. (s.spa.)

Ultimo aggiornamento:

04/03/2026, 15:57

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