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Del Re e Calistri (Firenze Democratica): “Recuperiamo la pianificazione strategica per indirizzare al meglio lo sviluppo della città e le azioni da compiere. Anche il piano del verde risente di questa assenza”

Data:

11 Febbraio 2026

Tempo di lettura:

2 minuti, 40 secondi

Descrizione

Queste le dichiarazioni degli esponenti di Firenze Democratica:

“Stamani in commissione ambiente abbiamo esaminato un ordine del giorno che avevamo depositato un anno fa quando venne approvato in consiglio il primo piano del verde e degli spazi aperti della città.

In quell’atto, chiedevamo all’amministrazione comunale di coordinare il suddetto piano con gli altri principali piani dell’amministrazione: dal piano operativo al piano della mobilità urbana sostenibile; dal piano di gestione Unesco al piano casa; dal piano del commercio al piano delle case di comunità. 

Il piano del verde risente, infatti, di questa mancanza laddove non cita o non riporta azioni ritenute invece strategiche dagli altri piani, e questa riflessione abbiamo voluto condividere stamani insieme ad altre osservazioni che speriamo possano trovare ascolto, essendo questione oggi ancor più attuale.

In questo mandato, in comune, la delega assessorile alla pianificazione strategica non è stata assegnata; nello scorso mandato se l’era invece tenuta il sindaco ed un ufficio a ciò preposto con anche nomine esterne era stato attivato (anche se poi progressivamente svuotato, come purtroppo altri progetti e propositi). 

Tale strumento è invece importante da rilanciare specie in un momento come questo, dove quella cesura con scelte del passato viene a gran voce invocata, e non può più essere soffocata in nome di quella “continuità” che non poteva essere messa in discussione (a pena di espulsione).

Ci si affretti a realizzare quell’Urban centre che manca (lo spazio c’è, va creata l’organizzazione), e si apra ad una pianificazione strategica comunale e metropolitana che aiuti la città a mettere a fuoco le azioni più importanti da intraprendere per invertire la rotta. Rotta da invertire anche sul fronte delle case popolari, dopo aver in questi giorni appreso che la giunta sta lavorando loro trasformazione di parte di questi in edilizia residenziale sociale a carico di privati. 

Questa può e deve essere la risposta da dare ora ad una comunità, e al dibattito conseguente ai cubi e ai buchi neri. 

Nell’attesa che venga fatta chiarezza dalla magistratura sui fatti oggetto di indagine, non si perda di vista che ciò a cui occorre rimediare oggi è soprattutto la mancanza di quella pianificazione strategica (ed anche di una delega), che non è fatta da urbanisti, ma è il risultato di dati, analisi, competenze interdisciplinari e partecipazione.

E insieme a questa, poi, occorre il ruolo attivo, presente, del comune, di un pubblico che faccia il pubblico, per dare quelle risposte di giustizia sociale che servono. Non si perduri nell’assenza”. (s.spa.)

Ultimo aggiornamento:

11/02/2026, 15:45

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