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Albero caduto in viale Matteotti, Sabatini (Lista Schmidt): “Adesso servono documenti e un cambio di passo deciso nel controllo”

Data:

21 Agosto 2026

Tempo di lettura:

6 minuti, 12 secondi

Consiglio comunale
lista civica Eike Schmidt

Descrizione

“Ieri sera, 20 agosto, durante il forte temporale che ha interessato Firenze, è avvenuta in viale Matteotti la caduta della parte superiore di un albero.
Occorre certo evitare conclusioni affrettate, perché non sappiamo, allo stato, se quanto avvenuto abbia qualche relazione con i lavori della tranvia. Ma proprio per questo servono risposte precise, visto che erano stati promessi monitoraggi continui ed efficaci.

La questione degli alberi di viale Matteotti non nasce oggi. Da tempo ho contestato non soltanto gli abbattimenti previsti per la realizzazione della nuova linea, ma anche le modalità con cui le nuove sistemazioni stradali, i cordoli, le pavimentazioni e gli scavi si addossano agli alberi rimasti e ai loro apparati radicali.

Il cantiere della linea per Bagno a Ripoli è iniziato nell’aprile 2024 e le mie segnalazioni sul rapporto fra tramvia e alberature cominciarono già allora.
Lo ribadisco anche oggi: sono contrario a questo tracciato, non al trasporto pubblico elettrico. Ma un’opera pubblica, per quanto importante, deve essere realizzata rispettando le regole. Anche quelle che il Comune di Firenze si è dato per proteggere i propri alberi.
E quelle regole sono molto precise. Il Regolamento del patrimonio arboreo della città di Firenze individua anzitutto una vera e propria Zona di rispetto dell’albero, la ZRA, costruita tenendo conto dello sviluppo della chioma e dell’apparato radicale. Per gli alberi di prima grandezza il raggio della zona di rispetto è di quattro metri dal fusto.
All’interno di quest’area l’art. 7 vieta gli interventi che possano provocare il deperimento della pianta o comprometterne il normale sviluppo: impermeabilizzazione eccessiva del terreno, costipamento, riporti, scavi e buche capaci di lesionare le radici principali di sostegno.

E qui arriviamo a una norma sulla quale ho richiamato più volte l’attenzione.
Quando la ZRA viene interessata da pavimentazioni superficiali permeabili, il Regolamento prescrive che intorno al tronco resti comunque una superficie di terreno nudo. Per un albero di prima grandezza, cioè appartenente a una specie che a maturità supera i 16 metri, quella superficie è di 9 metri quadrati. Nove metri quadrati.
È una misura precisa, non un’indicazione generica da adattare liberamente alle esigenze del cantiere.

È vero che lo stesso Regolamento, all’art. 8, considera anche il caso delle opere pubbliche nelle quali non sia possibile rispettare integralmente queste prescrizioni. Ma lo consente soltanto per ragioni determinate: norme sovraordinate, esigenze di pubblica incolumità oppure un’oggettiva impossibilità fisica.
E soprattutto stabilisce una cosa che non può essere dimenticata: il progetto deve spiegare dettagliatamente perché quelle prescrizioni non possono essere rispettate e deve comunque garantire il massimo rispetto degli alberi.

Perciò, la domanda non è soltanto se oggi, intorno a ciascun albero, ci siano materialmente nove metri quadrati di terra. La domanda è: quando quei nove metri quadrati non ci sono, dove sono le motivazioni progettuali richieste dal Regolamento? Perché una deroga motivata nei casi previsti dal regolamento è una cosa, trasformare l’eccezione nella regola è un’altra.

C’è poi l’art. 9. I lavori di scavo nelle aree di pertinenza degli alberi devono acquisire il parere degli uffici competenti. Nella zona di rispetto sono vietati gli scavi con mezzi meccanici proprio per tutelare gli apparati radicali; le radici eventualmente intercettate devono essere trattate con particolari cautele.
E l’art. 10, dedicato specificamente ai cantieri, impone di adottare tutti gli accorgimenti necessari per evitare qualsiasi attività che possa compromettere, direttamente o indirettamente, la salute, lo sviluppo e la stabilità degli alberi. Nella zona di rispetto sono espressamente vietati anche il costipamento e le vibrazioni.
Non sono raccomandazioni. È il Regolamento del Comune di Firenze. E riguarda la salute degli alberi, sempre più fondamentali per combattere i cambiamenti climatici e l'inquinamento atmosferico.

E c’è un altro elemento che oggi assume un significato particolare.
Nel marzo scorso il Comune annunciò ufficialmente l'esecuzione proprio in viale Matteotti di prove di trazione sugli alberi, cioè verifiche finalizzate alla valutazione della loro stabilità.
A questo punto mi sembra inevitabile chiedere: la pianta interessata dall’episodio di ieri era stata sottoposta a quelle prove? Quando? Con quale esito? Con quale classificazione di rischio? Sono stati effettuati controlli successivi agli scavi e alle sistemazioni realizzate nelle sue vicinanze?

C’è infine un aspetto che a Firenze dovrebbe avere un peso particolare. I viali di circonvallazione sono sottoposti a vincolo paesaggistico fin dal D.M. 25 maggio 1955, oggi ricondotto agli artt. 136 e 157 del Codice dei beni culturali e del paesaggio. E la motivazione storica di quel vincolo richiama espressamente lo stretto rapporto esistente fra la vegetazione, gli edifici e il carattere complessivo dei viali.
Questo non significa che ogni singolo albero sia intangibile. Significa però che gli alberi non sono un semplice arredo urbano da sacrificare o comprimere secondo le esigenze del momento. Sono parte del valore storico e paesaggistico di questi viali.
Il temporale di ieri sera può naturalmente aver avuto un ruolo decisivo nella caduta. Saranno i tecnici a stabilirlo. Ma un evento meteorologico non rende inutili le domande: le rende ancora più importanti.

Occorre sapere in quali condizioni fosse quell’albero prima del temporale, quali lavori fossero stati effettuati intorno al suo apparato radicale, quali prescrizioni fossero state impartite, quali controlli fossero stati svolti e se le norme del Regolamento comunale fossero state effettivamente rispettate, oppure, dove ciò non fosse stato possibile, regolarmente e specificamente derogate.
Come consigliere comunale chiederò questi documenti e queste risposte.
Non per sostenere oggi una causa che deve ancora essere accertata, ma per verificare qualcosa che riguarda l’intero viale: se gli alberi che il progetto ha deciso di conservare siano stati davvero protetti come era stato promesso.

Perché piantare nuovi alberi è importante. Ma la prima forma di tutela del verde resta una cosa molto più semplice: non compromettere quelli che ci sono già e rispettare le regole che li proteggono”.


Lo dichiara il consigliere di Lista Schmidt Massimo Sabatini

(fdr)

Ultimo aggiornamento:

21/08/2026, 13:40

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