SPC: "Alberi abbattuti, la residenza non deve scoprirlo da un cartello di divieto di sosta"
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19 Agosto 2026
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Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi - Sinistra Progetto Comune e Lorenzo Palandri - Sinistra Progetto Comune Quartiere 2
"Il 17 agosto sono arrivate le risposte a due nostre interrogazioni, sugli interventi alle alberature di viale Ugo Bassi, a Campo di Marte: ringraziamo la Vicesindaca e il personale che ha lavorato alle risposte.
Per evitare fraintendimenti esplicitiamo cosa non vogliamo dire: non mettiamo in discussione le perizie, non contestiamo le classi di propensione al cedimento, non chiediamo che a decidere quali piante abbattere sia l'opinione pubblica in assenza di informazioni. Un albero pericolante va rimosso: chi fa quelle valutazioni le fa con protocolli riconosciuti e ne risponde. La nostra domanda era un'altra: perché chi abita lì lo ha saputo solo vedendo comparire dei cartelli e poi le motoseghe?
La risposta scrive che le criticità rilevate dai tecnici «non possono essere lasciate alla valutazione dei cittadini» e che, nei casi in questione, la comunicazione preventiva «non è da considerarsi un'azione tecnica da perseguire». Qui sta il punto politico, e non è un dettaglio di stile. Informare non è delegare. Nessuno ha mai chiesto che siano le persone residenti a stabilire se un albero abbia il fattore di sicurezza esaurito: si è chiesto che venga detto loro prima, e che venga detto perché. Rispondere che l'informazione preventiva non è un'azione da perseguire significa trasformare ogni richiesta di trasparenza in una diffidenza verso chi lavora. Non lo è, e non è mai stato questo il senso dei nostri atti.
Le determine con cui si dispone la rimozione delle alberature richiamano puntualmente un ordine di servizio della Direzione Ambiente del 3 settembre 2009, che prevede di informare la cittadinanza degli abbattimenti con almeno trenta giorni di anticipo mediante affissione all'Albo Pretorio, e altrettanto puntualmente danno atto della sua non applicazione per ragioni d'urgenza. Sul piano tecnico quelle motivazioni ci sono e sono scritte. Sul piano politico resta che una regola che l'ente si è dato diciassette anni fa non è mai stata aggiornata né dotata di strumenti (una pagina, un avviso, una mail al Quartiere, un messaggio a chi abita l'isolato) e finisce sostituita da un cartello che parla di divieto di sosta e non dice che sta per sparire un albero. Trenta giorni all'Albo Pretorio nel 2009, quarantotto ore su un palo nel 2026: in mezzo non c'è la volontà di provare a evitare aggravi che poi si appesantiscono sugli uffici (con accessi atti, interrogazioni e richieste di chiarimenti).
In viale Ugo Bassi, per quanto ci è stato segnalato da chi abita la zona, oggi ci sono quattro posizioni vuote e nessuna informazione su quando e con quali specie saranno reimpiantate; né la cittadinanza né il Consiglio di Quartiere 2 hanno ricevuto una comunicazione preventiva. È il contrario di quanto il Consiglio comunale ha votato con il Piano del Verde e degli Spazi Aperti nel marzo 2025, che assume obiettivi di copertura arborea per quartiere e riconosce nel verde un'infrastruttura per la salute pubblica. Un obiettivo di questa portata non si regge senza chi ci abita, e non si costruisce a cose fatte.
Per questo torniamo sul tema con un nuovo atto e chiediamo alla Sindaca e alla Giunta un impegno preciso: adottare un protocollo pubblico di informazione preventiva sugli interventi al patrimonio arboreo, che stabilisca chi avvisa, quando, con quali canali e con quale contenuto minimo, la ragione dell'intervento e la sorte della pianta, coinvolgendo i Consigli di Quartiere e prevedendo che, dove l'urgenza impedisce l'avviso, l'informazione arrivi comunque subito dopo. Chiederemo che il tema sia trattato nelle Commissioni competenti e nel Consiglio di Quartiere 2". (fdr)

