Descrizione
«L’assessore Giorgio accusa i social di creare attese allarmistiche, ma le preoccupazioni non sono nate sui social. Sono nate perché per mesi sono mancate risposte chiare, i tempi sono cambiati e sul Ponte da Verrazzano continuano ad arrivare rassicurazioni prima ancora che il quadro tecnico sia definito».
«Giorgio ironizza sugli aspiranti ingegneri e sui maghi. Ma non è chi oggi critica ad aver detto alla città che i lavori dureranno "circa" sette mesi (e a partire da quando?) e che costeranno "circa" sette milioni, quando il progetto esecutivo degli interventi strutturali deve ancora essere completato. Se questi numeri fossero già così certi, sarebbe utile capire su quali atti si fondano».
«Restano ancora da definire passaggi tutt’altro che marginali: il confronto con la Soprintendenza, le lavorazioni sulle spalle del ponte, le modalità esecutive, il rapporto con le imprese. Tutti aspetti che possono incidere su tempi e costi».
«È un copione che a Firenze abbiamo già visto. Allo Stadio Franchi per mesi si è assicurato che tutto sarebbe rientrato nei tempi previsti; poi sono arrivati ritardi (di 18 mesi), varianti (ben 6) e nuovi fabbisogni (quasi 100 milioni in più). Sulla tramvia sta succedendo qualcosa di simile: le scadenze si spostano, ma ogni nuova scadenza viene presentata come definitiva».
«Non è allarmismo chiedere di vedere prima i progetti, il cronoprogramma aggiornato e il quadro economico. È il minimo quando si vuol parlare in modo serio di un’opera pubblica di questa importanza».
«Sul Verrazzano il problema è semplice: prima si annunciano tempi e costi, poi si completa la progettazione. È questo modo di procedere che merita una spiegazione, non le domande di chi lo fa notare. E nel frattempo, guarda caso, sta montando la giusta protesta dei commercianti bloccati dai lavori».
Lo dichiara il consigliere comunale di Lista Civica Eike Schmidt Massimo Sabatini
(fdr)

