Palagi (SPC): "Caldo in Palazzo Vecchio: non ci sono divieti della Soprintendenza"
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20 Agosto 2026
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Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi - Sinistra Progetto Comune
"Ringraziamo tutto il personale del Comune e della Fondazione MUS.E per il lavoro svolto anche nelle settimane estive, rispetto alle nostre richieste di accessi agli atti.
Abbiamo chiesto la documentazione relativa alle condizioni di lavoro a Palazzo Vecchio e in parte aspettiamo ulteriore materiale, nel corso delle prossime settimane.
A settembre abbiamo intenzione di chiedere ai Presidenti di Commissione 1 e 9 di riprendere immediatamente quello che si è iniziato prima della sospensione delle attività istituzionali, perché il bilancio di previsione individui le risorse necessarie, in modo da mettere in condizione gli uffici di poter operare in una direzione che deve essere decisa dalla politica.
La Direzione Servizi Tecnici ci ha rassicurato sul fatto che non esistono, «ad oggi, specifiche prescrizioni di Sovrintendenza e Vigili del fuoco sugli impianti di condizionamento e/o riscaldamento». Ovviamente i vincoli esistono, ma gli stessi insistono sul Salone dei Duecento.
La Fondazione ci ha inoltre confermato dell'esistenza di «un dialogo con il Comune per l'acquisto e l'installazione da parte di Mus.e nell'immediato futuro di condizionatori da installare in alcune aree museali», prevedendo l'installazione «nel breve tempo», e a una sola condizione, cioè che tutto avvenga «in accordo con il Comune di Firenze».
Il problema è noto da tempo. Fra i documenti trasmessi c'è quello con cui il Comune, da committente dell'appalto dei servizi museali, elenca i rischi del percorso di visita: è firmato nel luglio 2024 e al quinto punto dice «Rischio microclima per mancanza di impianto di climatizzazione estiva ed invernale nel percorso museale»: nel frattempo quell'appalto è stato rinnovato, il 27 giugno scorso, per oltre nove milioni di euro, senza che nel capitolato comparisse un obbligo sulle condizioni microclimatiche delle postazioni di lavoro.
Le uniche eccezioni in Palazzo Vecchio sono gli uffici consiliari del secondo piano, la zona biglietteria (che trae talvolta in inganno chi viene in visita, pensando che troverà simili condizioni anche nelle sale espositive) e gli uffici dell'anagrafe. Per il resto non esistono oggi impianti centralizzati. Torneremo a chiedere alla Giunta spiegazioni su come siano state individuate le coperture economiche per climatizzare il Salone dei Duecento.
Servono indicazioni chiare da dare a tutta la macchina amministrativa, sapendo che le temperature scritte in questi documenti non descrivono un disagio, ma un rischio per la salute.
L'allegato tecnico della Fondazione indica come media massima delle sale una temperatura di 30°, «mediata negli anni precedenti», con un'umidità relativa «ipotizzata» al 50%. È lo stesso documento a scrivere che oltre quella soglia «si rende necessaria la tutela degli individui esposti per prevenire la possibile insorgenza di effetti sulla salute». Ora che le temperature si stanno abbassando non bisogna dimenticarsi che i 30° sono stati superati.
Pensiamo sia importante capire politicamente i problemi che hanno spinto più volte a chiamare l'assistenza medica per chi lavora o per chi visita i musei.
L'Assessore ci ha rassicurato sul fatto che ci sono studi e approfondimenti in corso: bene, adesso otteniamo un codice opera e le voci di bilancio necessarie, perché non passino altre stagioni uguali a se stesse, mentre i cambiamenti climatici rendono sempre più difficile fare fronte alle ondate di calore. Il Consiglio comunale sia un alleato delle classi lavoratrici e di chi governa la Città, oltre i ruoli di maggioranza e opposizione". (fdr)

