Del Re, Gasperini e Berti (Firenze Democratica): “Pagoda delle Cascine, la coprogettazione con il Terzo settore si ferma al palo”
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20 Agosto 2026
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Queste le dichiarazioni delle consigliere di Firenze Democratica
“La vicenda della Pagoda delle Cascine, l’ex Meccanò, rappresenta un esempio emblematico delle difficoltà dell’Amministrazione comunale nel trasformare la partecipazione del Terzo settore in una reale coprogettazione.
Nel giugno 2025, il Comune aveva annunciato con chiarezza l’intenzione di “progettare insieme al Terzo settore” il futuro dello chalet, individuato come una delle porte di ingresso al Parco delle Cascine. L’obiettivo dichiarato era costruire un progetto di gestione sostenibile nel tempo, attraverso attività culturali, sportive, sociali e servizi per la cittadinanza.
Nel luglio dello stesso anno veniva pubblicato l’avviso rivolto agli enti del Terzo settore.
Tra le proposte presentate, quella ammessa è stata Lo Schicco di Grano APS, con il Movimento Sportivo Popolare di Firenze come partner. La stessa Amministrazione comunale aveva presentato questa esperienza come una sperimentazione innovativa di coprogettazione e collaborazione tra associazioni.
Oggi, però, il risultato è un altro. Il percorso avviato con il Terzo settore non ha portato alla definizione di un modello economico e gestionale sostenibile per entrambe le parti, come comunicato dalla giunta. L'Amministrazione ha deciso di procedere comunque con la riapertura della Pagoda e di pubblicare a settembre un nuovo avviso pubblico per individuare un soggetto cui affidare la gestione stabile della struttura.
Ed è proprio questo il punto politico che vogliamo porre.
La coprogettazione con il Terzo settore non può ridursi alla pubblicazione di un bando, alla selezione di un soggetto e a un percorso che poi non riesce a tradursi in una gestione concreta e sostenibile. Se il Terzo settore viene chiamato a progettare insieme all'Amministrazione, occorre creare fin dall'inizio le condizioni economiche, organizzative e gestionali perché quella collaborazione possa funzionare.
La questione delle utenze e dei costi di gestione, emersa nel confronto sulla Pagoda, è significativa: sono aspetti che avrebbero dovuto essere affrontati dentro un quadro economico chiaro e condiviso, prima di arrivare alla conclusione del percorso.
La Pagoda avrebbe dovuto diventare un luogo aperto alla comunità, di socialità, cultura, sport e servizi, non semplicemente un immobile ristrutturato da riaprire e da mettere a reddito.
Per Firenze Democratica il Terzo settore non può essere considerato soltanto un soggetto a cui affidare la gestione di uno spazio pubblico. Deve essere un interlocutore nella definizione delle finalità, nella progettazione delle attività e nella costruzione delle condizioni necessarie alla sostenibilità del progetto.
La vicenda della Pagoda dovrebbe quindi diventare un'occasione per cambiare approccio: co-programmazione e co-progettazione devono essere strumenti reali di condivisione delle responsabilità e delle scelte, non semplicemente procedure amministrative.
Firenze ha bisogno di luoghi di comunità, soprattutto in aree come le Cascine. Ma per farli vivere servono visione politica, investimenti, sostenibilità economica e un rapporto autentico con le realtà sociali del territorio”. (fdr)

