Palagi (SPC): "Il 25 aprile non è una data. È una scelta"
Dettagli
24 Aprile 2026
4 minuti, 41 secondi
Descrizione
Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi, Sinistra Progetto Comune
"Domani, 25 aprile 2026, la nostra coalizione sarà presente a numerosi appuntamenti previsti in tutta la Città.
Come gruppo consiliare saremo alle 8:00 al Cimitero di Trespiano, in memoria di Gilda Larocca. Alle 10:00 in piazza dell'Unità Italiana per la cerimonia istituzionale. Alle 11:00 in piazza della Signoria. Alle 12:30 in piazza Poggi per il pranzo collettivo. Alle 15:00 in piazza Santo Spirito e alle 17:00 al corteo di Firenze Antifascista. Segnaliamo anche l'impegno di Firenze per la Palestina, che si rinnova anche quest'anno nei diversi appuntamenti.
È un programma ricco, ma ogni momento ha un senso preciso, come i tanti altri che non sono citati in questa nota.
Non si tratta di commemorare, si tratta di scegliere, ancora una volta, da che parte stare rispetto ai fatti che stanno avvenendo.
Noi quella scelta l'abbiamo fatta anche in aula, in questa consiliatura, più volte, con diversi atti approvati negli ultimi due anni con ampio consenso. Abbiamo votato che il Giorno della Memoria non può diventare il pretesto per equiparare nazismo e comunismo — dimentichi del fatto che fu un sindaco comunista, Mario Fabiani, il primo eletto democraticamente a Firenze dopo la Liberazione (ODG/2025/00152). Abbiamo chiesto che la memoria aiuti a distinguere antisemitismo, antisionismo e critica all'azione di un governo — che sono tre cose distinte e non confondibili (ODG/2025/00153). Abbiamo ricordato che imparare la storia serve anche a capire cosa accade oggi, quando si parla di respingimenti, deportazioni e politiche migratorie che somigliano sempre meno ai diritti che credevamo conquistati (ODG/2025/00155). Abbiamo condannato una consigliera di Quartiere che si era recata a Trespiano a onorare chi combatteva per la Repubblica Sociale Italiana, perché chi ha un ruolo pubblico non può veicolare quel tipo di messaggi (ODG/2025/01384). Abbiamo impegnato la Giunta a incontrare le realtà che chiedono una Casa della Cultura e della Storia del Novecento — perché la memoria ha bisogno di luoghi, non solo di cerimonie (ODG/2026/00232). E lunedì scorso, con voto unanime del Consiglio comunale, abbiamo approvato la mozione MZ/2025/00914: Firenze è antifascista, il cimitero di Trespiano non può essere aperto appositamente per permettere alla destra nostalgica di celebrare i "franchi tiratori" il 25 aprile e l'11 agosto. E confidiamo che domani non si tenga nessuna celebrazione di chi scelse il lato sbagliato della storia.
Diciamo tutto questo perché il contesto in cui viviamo questo 25 aprile non è neutro. Chi governa — in Italia, in Europa, nel mondo — sta sistematicamente venendo meno ai compromessi su cui è stata costruita la pace dopo la seconda guerra mondiale: i diritti delle persone migranti vengono subordinati a logiche di deterrenza che arrivano a ipotizzare deportazioni; le discriminazioni sono tornate strumento di consenso elettorale; le guerre si combattono senza alcun rispetto per il diritto internazionale (anche la parvenza dell'ipocrisia legata all'esportazione della democrazia è svanita) e senza che la comunità internazionale trovi la forza di fermarle; i rapporti di forza economici e militari vengono presentati come ordine naturale delle cose. Non si tratta di cedimenti isolati: è un cambio di paradigma — e il 25 aprile è uno dei giorni in cui vale la pena dirlo ad alta voce.
Per questo pensiamo che sia profondamente in errore chi non capisce che è il momento di tornare a rispettare le pluralità dell'antifascismo, in tutte le sue forme, senza pretendere di farne di per sé un progetto meramente elettorale, in nome di un bipolarismo forzato con leggi elettorali molto lontane dal proporzionale pensato alla nascita della nostra Repubblica. Domani saremo nelle piazze della Città con questo spirito: sapendo che anche chi sceglie di non votare (o non può votare), ma ogni giorno si impegna per dare valore concreto all'antifascismo, è parte di una comune lotta. Essere gruppo di opposizione non ci ha mai impedito di avanzare proposte in questo ambito che poi trovano ampia approvazione, come sopra dimostrato.
L'antifascismo non è la memoria di una vittoria lontana, è la risposta alle domande che il presente ci pone ogni giorno.
Grazie ad ANPI, all'Istituto Storico Toscano della Resistenza, ad ANED, all'ARCI, a Firenze Antifascista e a tutte le realtà che domani renderanno questa città viva. Non è scontato. È necessario". (fdr)

