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Affitti brevi, Palagi (SPC): "La maggioranza boccia l’ordine del giorno per approfondire la conoscenza dello studio"

Dettagli

“Dispiace che non si sia voluto dare un segnale di apertura per un’alleanza sociale: il contrario di quello che abbiamo chiesto giovedì”
Data:

9 Giugno 2026

Tempo di lettura:

2 minuti, 46 secondi

Consiglio comunale
sinistra progetto comune

Descrizione

Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi - Sinistra Progetto Comune
 

"Il Consiglio comunale ha respinto, con una maggioranza spaccata e per una manciata di voti, il nostro ordine del giorno che chiedeva una cosa semplice: rendere pubbliche le analisi scientifiche su cui si fondano le nuove regole per le locazioni turistiche brevi.

L'atto impegnava la Sindaca Funaro e la Giunta a tre punti elementari: pubblicare sul portale Open Data le tre relazioni del Dipartimento MEMOTEF della Sapienza; convocare in audizione il responsabile scientifico, perché ne illustrasse metodo, risultati e limiti; aggiornare ogni sei mesi i dati aggregati già previsti dal Regolamento.

Nulla di eversivo. Chiedevamo che la cittadinanza potesse leggere studi pagati con le loro tasse, sui quali il Consiglio è chiamato a deliberare. Tanto più che l'articolo 7 dell'accordo tra Comune e MEMOTEF stabilisce che quei risultati sono proprietà comune: non un favore, un diritto già scritto.

Colpisce il modo in cui la maggioranza ha motivato il no. È stato recuperato un parere tecnico negativo che citava la privacy (un rilievo nato per tutt'altra proposta, quella di una mappa con i dati di titolarità degli alloggi) e lo si è brandito contro la richiesta di pubblicare relazioni scientifiche e dati aggregati. Ma i dati aggregati, per definizione, non identificano nessuno; e una relazione metodologica non contiene informazioni personali. La privacy, qui, non c'entra: è servita da scudo per non rendere conto.

Quando un'amministrazione tiene riservate le analisi che giustificano le proprie scelte, il problema non è tecnico, è politico. Senza accesso ai dati non c'è controllo democratico, e non c'è modo per la città di verificare se le misure adottate siano davvero all'altezza di una crisi abitativa che espelle residenti, lavoratrici e lavoratori dal centro a vantaggio della rendita.

Di cosa ha paura, una maggioranza che non vuole mostrare gli studi su cui dice di basare le proprie decisioni? Che la maggioranza si sia spaccata dice che la richiesta di trasparenza è ragionevole e condivisa ben oltre la nostra parte. Lo registriamo e ribadiamo quanto detto giovedì: serve apertura verso un’alleanza sociale (che non è questione elettorale) a tutela della residenza e del diritto all'abitare.

Continueremo a chiedere che le politiche sugli affitti brevi si fondino su dati pubblici, verificabili e discussi alla luce del sole, coinvolgendo i Consigli di Quartiere, insieme a chi da anni e anni chiede di attivarci come Comune, come stiamo facendo (parzialmente e in ritardo)". (fdr)

Ultimo aggiornamento:

09/06/2026, 15:24

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