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Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune): “Tramvia, 87 imprese in un tratto di cantiere e il Comune non ha l’elenco”

Dettagli

“A decidere i subappalti è la società privata che costruisce la linea, non il Comune”
Data:

6 Agosto 2026

Tempo di lettura:

3 minuti, 50 secondi

Consiglio comunale
sinistra progetto comune

Descrizione

Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi di Sinistra Progetto Comune

“L’inchiesta di FirenzeToday firmata da Sara Frangini (“Lavori pubblici, un'azienda finisce nella bufera. Inchiesta per corruzione: i nomi, del 4 agosto”) ricostruisce la vicenda giudiziaria di una delle imprese impegnate nei cantieri della tramvia, e porta un dato che da solo vale la lettura: su poche centinaia di metri di cantiere in viale Giannotti lavorano 87 aziende, fra affidatarie, esecutrici e subappaltatrici. Lo rilanciamo.

Quel numero solleva la domanda che poniamo da mesi: chi lavora, materialmente, in quei cantieri, e chi lo verifica. La tramvia per Bagno a Ripoli non è un appalto bandito dal Comune, ma sta dentro una concessione: nel 2005 Palazzo Vecchio ha affidato a una società privata, Tram di Firenze, il compito di progettare, costruire e poi gestire le linee. Le imprese che ci lavorano le sceglie quella società, che firma anche le autorizzazioni ai subappalti. Non ci risulta che il Comune, nei propri atti, quell'elenco lo abbia: l'abbiamo cercato sul portale della trasparenza poche settimane fa, senza trovare alcun documento. Se esiste e siamo noi a non averlo trovato, saremo felici di essere smentiti.

Il cartello di cantiere e la notifica preliminare del 21 marzo 2024, che si deposita all'azienda sanitaria e all'ispettorato del lavoro e non in Comune, restituiscono il raggruppamento di imprese e il subappalto principale. Non le 87. Per sapere chi costruisce la tramvia bisogna fermarsi sul marciapiede a leggere un pannello, e quel pannello non basta.

Una distinzione va tenuta ferma. Non compiliamo elenchi di chi è degno e chi no: vale per tutte e per tutti la presunzione di innocenza, e la sentenza di cui scrive l'inchiesta è di primo grado, impugnata, con l'appello fissato ad aprile 2027. La questione che poniamo è un'altra, ed è amministrativa prima che giudiziaria: quando una vicenda del genere emerge, il codice dei contratti chiede alla stazione appaltante di valutarla. Chiediamo se quella valutazione ci sia stata e con quale esito.

Lo chiediamo dal 28 maggio scorso, dopo l’inchiesta del TG3 Toscana sugli operai stranieri in subappalto costretti a restituire in nero parte del salario: domandavamo già allora l’elenco completo delle ditte subappaltatrici e l’attuazione piena del protocollo sugli appalti firmato il 21 maggio 2024 con CGIL, CISL e UIL, che prevede il tesserino di riconoscimento nei cantieri sopra i due milioni di euro, il divieto di subappaltare a catena, un tavolo permanente sulla sicurezza e il costo del lavoro sottratto al ribasso. A più di due anni non ci risulta esista una pagina pubblica che permetta di verificarlo. Non stiamo denunciando un'irregolarità: stiamo denunciando un vuoto.

Un’opera pagata per intero con denaro pubblico ha la propria filiera dentro la contabilità di una società privata, e il controllo si ferma dove comincia il contratto fra privati. A rimetterci sono le lavoratrici e i lavoratori: più lunga è la catena dei subappalti, più il salario si assottiglia e più la sicurezza diventa una voce comprimibile. Per questo depositiamo un'interrogazione e chiediamo alla Sindaca e alla Giunta di pubblicare sulla rete civica l’elenco aggiornato di imprese e subappalti autorizzati, per tutte le linee in costruzione. Non chiediamo niente di nuovo: chiediamo di fare ciò che l’Amministrazione ha già scritto di voler fare. Sapere chi spende i soldi pubblici, e a quali condizioni fa lavorare, non può dipendere dalle inchieste, che rimangono un elemento fondamentale per la democrazia, come tutto il lavoro del giornalismo”. (s.spa.)

Ultimo aggiornamento:

06/08/2026, 17:04

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