Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune): “Studentati privati, sei ricorsi al TAR contro il Comune e ancora incertezze sul turistico-ricettivo”
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5 Agosto 2026
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Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi di Sinistra Progetto Comune
“Il 4 agosto la Direzione Risorse Finanziarie, che ringraziamo, ha riscontrato il nostro accesso agli atti: struttura per struttura, chi gestisce gli studentati privati fiorentini, chi ne è proprietario e quanto hanno versato nel 2024 e nel 2025. Nel biennio hanno pagato 1.542.417 euro di imposta sugli immobili e 596.174 di tassa rifiuti, contro 254.661 euro di imposta di soggiorno: otto volte tanto.
L’imposta di soggiorno è l'unico tributo che segue le notti “vendute”. Alla tariffa degli ostelli, quattro euro a notte, quei 254.661 euro sono circa 63.700 notti in due anni. In città si contano circa 4.200 posti letto in studentati privati, contro 1.800 pubblici, mentre circa duemila studentesse e studenti idonei al diritto allo studio restano senza alloggio: quelle notti fanno meno di otto all'anno per ogni posto letto privato, poco più di una settimana. E a dichiararle sono quattro insegne su una decina di strutture. Delle due l'una, ci viene da dire: o l'apertura ai turisti è davvero marginale, e allora colpisce che metà dei ricorsi al TAR serva a difenderla; oppure quel numero non misura ciò che accade. In nessuno dei due casi il Comune è oggi in grado di saperlo.
C’è poi un capitolo di cui in aula non si è mai parlato, e non stava in quella risposta: stava negli atti che il Comune pubblica ogni giorno. Fra l'aprile 2024 e il luglio 2025 Palazzo Vecchio si è costituito in giudizio sei volte contro altrettanti ricorsi al TAR, presentati dalle società che gestiscono e da quelle che possiedono quattro degli studentati censiti. Prima contro i provvedimenti che frenavano l'apertura ai turisti (uno riguarda «l'avvio di ostello temporaneo da esercitarsi nei locali dello studentato posto in Viale Toscana n. 10») poi contro gli articoli del piano urbanistico che disciplinano gli studentati: le regole che questo Consiglio ha votato.
Nel marzo 2025 il Comune si costituisce contro due società che contestano il rifiuto di una comunicazione di subentro nella gestione. Quel subentro è lo stesso cambio di gestore che la tabella dei tributi registra su una delle strutture fra il 2024 e il 2025, con l'imposta di soggiorno versata da entrambe: Palazzo Vecchio incassa da un subentro che ha dichiarato irricevibile e sul quale è in causa.
Che cosa succede quando un controllo si fa davvero lo mostra via del Romito. Il 17 giugno 2026 il Comune ha contestato un cambio d'uso da direzionale a turistico-ricettivo senza titolo edilizio, dopo un accertamento della Polizia Municipale. L'attività ricettiva in quei locali risulta avviata nel settembre 2021. Il procedimento è aperto e l'esito non ci risulta: non anticipiamo conclusioni. Diciamo che il controllo c'è stato, pare aver funzionato, ma è arrivato dopo quasi cinque anni (come si recupera quello che nel frattempo è successo)?
Resta il nodo più serio, in una riga della lettera del 4 agosto: «le dichiarazioni periodiche dell'imposta di soggiorno vengono inviate direttamente dai gestori all'Agenzia delle Entrate e pertanto non sono in possesso dei nostri uffici». La dichiarazione è il documento con cui chi gestisce comunica quante notti ha venduto e quanto deve. Lo stesso elenco copre cinque strutture su quindici, non riporta le presenze, non dice quanti posti letto abbia ciascuna, e per un gestore annota che «non ha presentato scia per attività temporanea». Non stiamo dicendo che quelle società evadano, i versamenti risultano fatti: diciamo che l'unico tributo che misura l'uso turistico di questi edifici si riscuote senza il documento su cui si controlla.
Sui limiti all'uso come ostello Palazzo Vecchio ha tenuto la posizione e nel settembre 2025 il Consiglio di Stato gli ha dato ragione. Quella vittoria, però, non è mai diventata un indirizzo discusso in Consiglio, e non è stato chiarito cosa si stia facendo per garantire il rispetto delle regole stabilite, oltre generiche dichiarazioni. Un sistema di controllo, a Firenze, non c'è: costruirlo (un censimento unico delle strutture, dei posti letto e delle presenze) è una scelta politica, non un dettaglio tecnico”. (s.spa.)

