Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune): “Ponte Vespucci, dieci anni di cantieri e 4,7 milioni: la gara per finire la messa in sicurezza ci risulta ferma da gennaio”
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5 Agosto 2026
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Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi di Sinistra Progetto Comune
“Il 3 agosto 2026 il Comune di Firenze ha adottato una determina da 250 euro: il contributo dovuto all'Autorità nazionale anticorruzione, l'ente che vigila sugli appalti pubblici e a cui ogni amministrazione versa una quota per ciascuna gara che bandisce. La gara in questione è quella per la «messa in sicurezza ponte A. Vespucci». L’atto si chiude dando conto che il quadro economico dell'opera «verrà rimodulato puntualmente a seguito dell'affidamento dei lavori». Tradotto: ad agosto 2026 i lavori non sono ancora stati affidati a nessuno.
Non lo sono, ed è il punto, dal 21 gennaio scorso. Quel giorno Palazzo Vecchio ha escluso dalla gara gli unici due concorrenti rimasti in campo. Erano partite ventuno manifestazioni di interesse, venti erano state ammesse, cinque imprese erano state invitate a presentare un'offerta, due lo hanno fatto. La prima ha rinunciato a novembre dichiarando «di non poter confermare l'offerta presentata in sede di gara», la seconda è stata giudicata non congrua a fine dicembre. Da allora, sul portale della trasparenza, non ci risulta pubblicato alcun atto: né una dichiarazione di gara deserta, né una revoca, né l'avvio di una nuova procedura. Saremo felici di essere smentiti. Nel frattempo, mezzo milione di euro di lavori sulle travi del ponte resta sulla carta.
Conviene ricordare da dove arriva questa storia. Nel gennaio 2016, dopo che un rilievo dell'Università di Firenze aveva accertato l'erosione dell'alveo attorno alla pila sinistra, il Comune vietò il transito ai mezzi oltre i trentacinque quintali, autobus compresi, presentando la misura come una cosa di venti o venticinque giorni. Quel divieto è stato rimosso del tutto il 27 gennaio 2025: nove anni dopo. Nel mezzo, un progetto definitivo approvato nel 2016 e sostituito integralmente nel dicembre 2020 perché (sono parole della delibera) «non più attuale in termini di tipologia di intervento da realizzare», una prima gara andata deserta nel 2021, una risoluzione consensuale del contratto nel 2022 e un affidamento dei lavori residui senza gara, per modifica del contratto di manutenzione delle strade.
C’è poi il capitolo ciclabile. Quando nel dicembre 2021 la Giunta approvò l'intervento sull'impalcato, la delibera spiegava che la pista ciclabile prevista sul ponte «consentirà per il futuro di non sovraccaricare con mezzi pesanti le travi di bordo del ponte permettendo quindi di allungare in maniera significativa la vita utile del manufatto», e solo in secondo ordine avrebbe reso il passaggio più sicuro per chi pedala. Non era un abbellimento: era una misura strutturale, scritta così dall'Amministrazione. Nel settembre 2022 fu il titolo con cui il cantiere venne annunciato alla Città. Nel luglio 2023 è stata cancellata, per «concentrare le risorse sulle criticità delle parti strutturali emerse», nella stessa perizia che aumentava di oltre settantaquattromila euro l'importo del contratto. Diciotto mesi dopo, l'ultimo giorno del 2024, la Giunta approvava un progetto da mezzo milione per risanare quelle stesse travi. È la gara ferma da gennaio. Dallo stralcio del 2023 a oggi non ci risulta alcun atto che riprogrammi la ciclabile, e i lavori sono stati chiusi il 6 luglio scorso dichiarando 91.000 euro di economie.
Nell’agosto 2024, dieci settimane dopo l’annuncio pubblico che i lavori di consolidamento erano finiti, un atto del Comune ha diviso in due quello stesso intervento, rinviando la parte restante a «un secondo stralcio complementare, da realizzare nel breve-medio termine subordinatamente al reperimento delle risorse necessarie». Quel secondo stralcio non è mai stato quantificato in alcun atto pubblicato, non ha una copertura e non ha una data, a quanto ci risulta. Il consolidamento definitivo della pila, che il Comune si era dato come obiettivo di mandato, non è concluso.
A gennaio 2025 la Giunta ha risposto per iscritto a un’interrogazione della Lista Civica Eike Schmidt che chiedeva conto dei ritardi. Da lì recuperiamo un dato sulla spesa: «circa quattro milioni e settecentomila euro» per gli interventi eseguiti e in corso a quella data. Nella stessa lettera si legge però che «non è pertanto appropriato parlare di ritardi». È una frase che i documenti dell'Amministrazione non reggono, e non serve la nostra opinione per dirlo: un progetto rifatto da capo, una gara deserta, un contratto risolto, uno stralcio rinviato per mancanza di risorse e una gara chiusa senza vincitori cosa sono, politicamente?
Su questo ponte le domande in aula le hanno poste anche altri gruppi, ma ci sembra opportuno ribadire che (sempre sul piano politico) non si possa trattare per dieci anni un ponte del 1957 come una successione di emergenze, ciascuna con il proprio codice, il proprio affidamento e il proprio annuncio di fine lavori, senza mai una programmazione unitaria e senza mai un passaggio in Consiglio comunale, scaricando molto (se non tutto) sugli uffici e la parte tecnica.
Firenze ha pagato tutto interamente a debito, con mutui e avanzi da mutuo, e non ci risulta che abbia mai intercettato un euro dei fondi nazionali sulla messa in sicurezza dei ponti nati dopo il crollo del Morandi, ma su questo interrogheremo la Giunta.
Non stiamo dicendo che il Ponte Vespucci sia pericoloso: la verifica di transitabilità commissionata nel 2024 ha consentito il rientro degli autobus, che per chi abita l’Oltrarno lungo via Romana e via Maggio è stato un risultato vero dopo nove anni di traffico deviato sotto casa. E non stiamo denunciando un'irregolarità: stiamo evidenziando un vuoto di programmazione.
Chiediamo alla Sindaca e alla Giunta di dire entro quale data saranno affidati e avviati i lavori sulle travi, a quanto ammonti e in quale anno del piano dei lavori pubblici sia iscritto il secondo stralcio della pila sinistra, perché la pista ciclabile sia stata cancellata e quando si intenda prevederla nuovamente e se il Comune abbia mai presentato domanda per i fondi statali sulla messa in sicurezza dei ponti.
Continueremo a seguire ogni passaggio, perché la partita vera non è la gara che si sbloccherà: è se questa Città decide di tornare alla cultura della programmazione”. (s.spa.)

