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Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune), Giulia Marmo (SPC Quartiere 4) e Thomas Maerten (SPC Quartiere 5): “Case Le Quinte vendute all’asta, la mobilitazione non va in ferie: il Comune usi la leva che gli resta”

Dettagli

“Assemblea con SUNIA e Unione Inquilini: Palazzo Vecchio porti fuori dall’incertezza le decine di nuclei assegnatari interessati”
Data:

6 Agosto 2026

Tempo di lettura:

4 minuti, 40 secondi

Consiglio comunale
sinistra progetto comune
quartiere 4
quartiere 5

Descrizione

Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi di Sinistra Progetto Comune, Giulia Marmo di Sinistra Progetto Comune al Quartiere 4 e di Thomas Maerten di Sinistra Progetto Comune al Quartiere 5

“Ieri sera eravamo all’assemblea convocata da SUNIA e Unione Inquilini insieme al Comitato dei nuclei assegnatari: decine di persone hanno ribadito che questa lotta non va in ferie. Il merito di aver tenuto insieme tre condomini e una città distratta è loro, non nostro, e nel pieno rispetto della loro autonomia diciamo che al loro fianco ci saremo anche in agosto.

La vicenda degli appartamenti costruiti dalla società Le Quinte, oggi in liquidazione concordataria, è arrivata al punto in cui la proprietà cambia mano. Le aste si sono concluse: prima via di Scandicci, aggiudicata il 23 aprile, poi via Alberto Arnoldi e via Niccolò da Tolentino a fine giugno, con ogni probabilità verso proprietà diverse. Sull'importo il riferimento pubblico indica 137 alloggi aggiudicati per un importo complessivo di circa 6,1 milioni di euro: poco più di 44.000 euro ad appartamento, contro un costo storico di costruzione tra i 100.000 e i 150.000. Non ci risulta che l'Amministrazione abbia informato il Consiglio comunale né della cifra né di chi ha comprato.

Che quel prezzo fosse così basso non è un caso e non è un mistero: una liquidazione concordataria vende per pagare i creditori della società, non per fare politiche abitative, e il vincolo permanente di canone concordato ha tenuto lontano il mercato speculativo asta dopo asta. È esattamente la ragione per cui il pubblico avrebbe potuto acquisire a un prezzo che nessun privato era disposto a pagare. Lo abbiamo scritto il 23 luglio, ricostruendo come già nel 2023 esistesse una strada praticabile: una manifestazione di interesse per far entrare quegli immobili in un bando di Cassa Depositi e Prestiti per l'edilizia sociale, lasciata cadere. In aula, il 14 giugno, ci è stato risposto che l'Amministrazione «ha ritenuto opportuno non partecipare» all'asta. Opportuno, non impossibile: la differenza fra le due parole è tutta la politica di questa vicenda.

Adesso la partita si gioca su due leve che restano in mano al Comune. La prima è il nulla osta al subentro dell'aggiudicatario negli obblighi della convenzione: sono giorni che stanno scorrendo dentro agosto. La seconda è la verifica puntuale di ogni ipotesi di prelazione prevista dalle convenzioni in favore delle persone conduttrici e, in subordine, del Comune.

Non stiamo dicendo che la vendita sia illegittima, né che chi ha comprato abbia fatto qualcosa di irregolare. Stiamo dicendo che manca una decisione politica, e che al posto suo si sta lasciando decidere a un giudizio amministrativo: il ricorso al TAR Toscana per far cadere la natura permanente del vincolo, nel quale l'aggiudicatario subentra automaticamente. Finché il TAR non si pronuncia il vincolo regge, e il Comune ha fatto bene a difenderlo nel 2023 e a costituirsi in giudizio. Ma nessuno oggi può garantire come finirà, e nel frattempo le persone hanno contratti veri, con scadenze vere: le prime da gennaio 2027 in via Niccolò da Tolentino, l'intero blocco di via Alberto Arnoldi al 30 aprile 2027.

Non lo chiediamo solo noi. La Regione non è una spettatrice: è cofinanziatrice del programma statale del 2001 e parte dell'accordo che ha imposto quel vincolo in cambio di un contributo fino al 45% del costo di costruzione. Chiediamo alla Sindaca e alla Giunta di dire pubblicamente, entro agosto, quali condizioni intendono scrivere nel nulla osta al subentro a tutela della continuità abitativa di tutti i nuclei, e se la prelazione sia stata istruita o no. Il Consiglio comunale non si riunisce, ma la Giunta continua a riunirsi, almeno fino alla data della Liberazione di Firenze, l'11 agosto: il tempo per decidere c'è. Alla ripresa chiederemo la calendarizzazione della nostra mozione per l'acquisizione pubblica, ferma in commissione «per approfondimenti» dal 14 novembre 2025, e la convocazione della Commissione competente con il Comitato e le organizzazioni sindacali.

Continueremo a seguire ogni passaggio, atto per atto, per tutta l'estate. Quel vincolo non è un limite al valore di quelle case: è l'elemento essenziale della finalità per cui sono stati costruiti quegli appartamenti, che vale più di qualsiasi meccanismo di rendita”. (s.spa.)

Ultimo aggiornamento:

06/08/2026, 12:52

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