Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune) e Lorenzo Palandri (Sinistra Progetto Comune Quartiere 2): “RSA Le Civette: evitare la chiusura e rafforzare i servizi”
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4 Agosto 2026
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Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi di Sinistra Progetto Comune e di Lorenzo Palandri di Sinistra Progetto Comune al Quartiere 2
“La Direzione Servizi Sociali ha risposto al nostro accesso agli atti sul Centro Diurno e sulla RSA Le Civette di San Salvi: ringraziamo il personale e vediamo confermata la necessità di fare chiarezza sul futuro di questa struttura.
L’RSA è stata autorizzata al funzionamento il 17 luglio 2001 per sessanta posti: nel 2017, quando l'Azienda USL Toscana Centro comunica la riduzione a quaranta, il Comune ne prende atto con la determina 2017/02405, che si chiude con una frase netta: «Ogni variazione o integrazione al presente atto deve essere preventivamente autorizzata nelle forme di legge». Dal novembre 2023 i posti effettivi scendono a venti, la metà, con un’intera ala chiusa: nella documentazione trasmessa non ci risulta alcun atto che autorizzi questa seconda riduzione (né una variazione del titolo, né una presa d'atto come quella del 2017). Delle due l’una: o la riduzione è ancora «temporanea», come la definiva (sottolineandolo, per due volte) la nota del direttore generale dell'Azienda del 6 ottobre 2023, e allora a quasi tre anni di distanza manca un cronoprogramma di ripristino; oppure è strutturale, e allora manca l’atto.
C’è poi il capitolo del Centro Diurno Alzheimer, quindici posti, un servizio unico nel Quartiere 2. È stato chiuso il 14 aprile 2025 con una comunicazione di cessazione allo sportello SUAP, con effetto «contestuale alla comunicazione» stessa. La Regione ha poi preso atto della decadenza dell’accreditamento e il Comune ha chiuso il cerchio con una presa d’atto dirigenziale il 4 giugno. In tutta questa catena non c’è una deliberazione che decida la chiusura e la motivi: un servizio pubblico specialistico è stato spento con una comunicazione.
Il Comune scrive che «non constano elenchi delle strutture per la non autosufficienza» forniti dalla Società della Salute, e che le famiglie «vengono invitate a consultare il portale RSA della Regione Toscana». Peccato che la scheda regionale di Le Civette sia ferma al 25 gennaio 2021 e che il depliant scaricabile, generato nell’agosto 2016, descriva ancora quaranta posti e il Centro Diurno attivo. L’unico canale informativo che il sistema pubblico offre a chi cerca un posto per una persona cara descrive un servizio che per metà non esiste più?
Nel frattempo la risposta a una nostra interrogazione urgente rinvia per tre volte alla competenza dell'Azienda sanitaria, ma assicura che «ogni passaggio relativo alla struttura Centro Diurno Le Civette è stato realizzato in collaborazione con SdS e Comune di Firenze». Le due cose non stanno insieme: se il Comune ha collaborato a ogni passaggio, del merito risponde anche il Comune. E al Comitato dei Parenti, costituitosi il 29 giugno, l'Azienda ha risposto per iscritto che la gara per la gestione (il contratto scade il 31 gennaio 2027) non è pubblicata perché altre gare «hanno scadenza precedente e, quindi, priorità», e che le famiglie saranno informate «una volta assunte le decisioni». Tradotto: le decisioni non sono ancora assunte, ma non si prendono con chi le subirà.
In venticinque anni la capienza è passata da sessanta a venti posti senza che una sola riduzione sia passata da un atto di programmazione discusso in un organo elettivo. È il ritiro del pubblico per sottrazione, senza mai deliberare la ritirata. Stiamo parlando di una delle pochissime strutture pubbliche rimaste, in una città dove alla nostra rilevazione del 29 luglio i posti liberi nelle trentacinque RSA accreditate erano zero.
Per questo chiediamo alla Sindaca e alla Giunta due cose precise. La prima: esercitare i poteri che la legge regionale 41 del 2005 assegna al Comune, che resta l'autorità che autorizza e vigila, verificando formalmente se l'attuale capienza e l'attuale uso degli spazi siano conformi al titolo autorizzativo, e con quale prospettiva. La seconda: rispondere all’interrogazione urgente 1270, depositata l'8 luglio e ancora senza risposta, e attivarsi presso l'Azienda sanitaria e la Regione perché nessuna decisione sul futuro della struttura venga assunta senza un tavolo con le organizzazioni sindacali, il Comitato dei Parenti e le lavoratrici e i lavoratori in appalto. Chiederemo formalmente la trattazione nelle Commissioni competenti”. (s.spa.)

