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Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune): “Via dell’Albero: ricompare una targa senza CIN”

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“Il portale turistico del Comune pubblica cinque camere e undici posti letto in un immobile di Montedomini, dove nel 2011 quattro famiglie pagavano insieme 1.678 euro al mese”
Data:

6 Agosto 2026

Tempo di lettura:

3 minuti, 1 secondo

Consiglio comunale
sinistra progetto comune

Descrizione

Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi di Sinistra Progetto Comune

“Ogni casa affittata ai turisti e ogni struttura ricettiva, dal grande albergo al bed and breakfast, deve avere un codice identificativo nazionale: un numero rilasciato dallo Stato che dice chi ospita, dove e con quale titolo. La legge che lo ha istituito, il decreto legge 145 del 2023, chiede due cose: che quel codice compaia in ogni annuncio pubblicato online e che sia esposto all'esterno dello stabile. Chi non lo espone rischia una sanzione da 500 a 5.000 euro. Ad accertarla è il Comune, tramite la Polizia Locale, ed è sempre il Comune a incassarne i proventi.

In via dell’Albero 10, uno degli indirizzi finiti nella vicenda di Montedomini (l’azienda pubblica di servizi alla persona di cui il Comune di Firenze è socio di maggioranza), la settimana scorsa è stata rimossa dal portone una delle due insegne di bed and breakfast. Ci viene ora segnalato che l’insegna è tornata al suo posto, ma senza il codice.

Il registro comunale delle strutture ricettive, che Palazzo Vecchio pubblica in dati aperti e rigenera ogni notte, conta a quel civico due bed and breakfast il 30 luglio, due il 2 agosto e due stamani. Nessuna cessazione, nessuna chiusura: non è cambiata l’attività, è cambiata la targa.

E c’è un dato che pubblica il Comune stesso, sul proprio portale turistico FeelFlorence: la scheda di una sola delle due strutture di via dell’Albero 10 dichiara cinque camere e undici posti letto.

Nel marzo del 2011, in quello stesso portone, quattro appartamenti erano affittati a quattro famiglie, che pagavano 200, 429, 434 e 615 euro al mese: 1.678 euro in tutto. Nell’aprile del 2023 le stesse mura, censite al catasto come abitazioni di tipo popolare, sono andate a bando come tre unità a uso abitativo, base d’asta 2.600 euro al mese, durata sedici anni. E l’articolo 11 del contratto allegato a quel bando dice, alla lettera, che «il locatore consente sin d’ora al conduttore di destinare l’immobile oggetto di locazione ad uso turistico-ricettivo secondo tutte le modalità extralberghiere». Quattro famiglie da una parte, undici posti letto dall’altra: in mezzo c’è un atto pubblico.

Come abbiamo provato a dire in questi giorni: il sistema politico deve assumersi la responsabilità di cosa è stato fatto negli ultimi 20 anni, estendendo il ragionamento a tutti i soggetti che hanno un ruolo immobiliare forte in Città, compresa la Curia e la Fondazione Cassa di Risparmio (per citare solo due realtà). A questo deve aggiungersi un controllo puntuale sulle targhe, visto anche come è nata questa vicenda, grazie a Salviamo Firenze”. (s.spa.)

Ultimo aggiornamento:

06/08/2026, 15:58

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