SPC: "Sollicciano sequestrata: il Comune non può restare spettatore"
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18 Giugno 2026
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Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune e Giulia Marmo — Sinistra Progetto Comune Quartiere 4
"Il 16 giugno il GIP Alessandro Moneti ha disposto il sequestro preventivo di sette sezioni di Sollicciano (primo caso in Italia di sequestro parziale di un istituto penitenziario). Il fondamento è la violazione del Testo Unico sicurezza: muffa, infiltrazioni, parassiti, impianti fuori norma, dormitori inabitabili. Le celle sono state qualificate come luoghi di lavoro. Il sovraffollamento è al 158%; circa 200 persone detenute saranno trasferite entro l'estate, molte fuori regione, in istituti già al collasso. Il trasferimento sradica percorsi di reinserimento, legami familiari, relazioni territoriali.
A far partire l'inchiesta non sono stati i soggetti istituzionali con il dovere di intervenire, ma i ricorsi delle stesse persone detenute ai magistrati di sorveglianza.
Sul tavolo c'è già una proposta da smontare: Vincenzo Di Nardo, presidente di Firenze Domani e vicepresidente di Ance Toscana, ha lanciato sul Corriere Fiorentino un piano di partenariato pubblico-privato (struttura-ponte da 120 posti, 50 milioni in dieci anni, gestione privata dei servizi "no core”). È il modello del "carcere volano": la formula "no core" significa in pratica affidare servizi a cooperative convenzionate o farli svolgere da persone detenute con rimborsi simbolici, sottraendo lavoro contrattualizzato e spacciando lo sfruttamento per reinserimento. Incompatibile con l’Articolo 27 della Costituzione e con qualsiasi politica seria di esecuzione penale esterna.
Sollicciano è nel territorio del Comune di Firenze. Il DPCM 1° aprile 2008 ha trasferito la sanità penitenziaria all'ASL Toscana Centro, che opera in raccordo con il Comune. L'articolo 50 del TUEL attribuisce alla Sindaca poteri di ordinanza contingibile e urgente in materia di salute pubblica: non risulta siano stati usati, nonostante le nostre ripetute richieste. La risposta non è la nuova edilizia né la privatizzazione: è la decarcerazione (misure alternative, esecuzione penale esterna, una rete territoriale che il Comune deve costruire con gli UEPE e il terzo settore).
Lunedì chiediamo alla Giunta tre risposte precise. Quante delle persone trasferite hanno residenza o legami con Firenze, e l’ufficio del Garante comunale si è attivato? Se il Comune intende aprire un tavolo per non essere escluso dalle decisioni sul futuro di Sollicciano (e come tutela il personale dei reparti sigillati). Quante strutture e quanti posti il Comune è in grado di attivare per le misure alternative: non come emergenza, ma come impegno strutturale. Se non ha risposta, lo dica e spieghi perché.
Il 22 settembre 2026 il Tribunale di sorveglianza porta alla Corte Costituzionale la questione sulle condizioni detentive a Sollicciano. Il Comune non può arrivare a quella udienza come se la vicenda non lo riguardasse". (fdr)

