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SPC: "Habana500 non è un caso isolato: la Regione prepara altri due bandi sull'Arno. Il Comune non può sparire"

Dettagli

Palagi, Lupo e Palandri: "Ci hanno raccontato eventi gratuiti e chioschi leggeri restituiti alla città. Gli atti dicono altro. Prima di aprire altre due gare con lo stesso schema, su Lungarno Colombo e sulla spiaggia di San Niccolò, la Regione e il Comune dicano cos'è per loro l'interesse della collettività»
Data:

15 Luglio 2026

Tempo di lettura:

4 minuti, 30 secondi

Consiglio comunale
sinistra progetto comune
quartiere 1
quartiere 2

Descrizione

Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi - Sinistra Progetto Comune, Francesca Lupo – Sinistra Progetto Comune Quartiere 1 e Lorenzo Palandri - Sinistra Progetto Comune Quartiere 2

"La concessione del Lungarno Pecori Giraldi (circa 10.500 metri quadrati di demanio fluviale pubblico affidati per nove anni a SBT S.r.l., società riconducibile al gruppo Human Company) non è un episodio isolato: è il primo pezzo di un piano regionale su tre aree. Lo conferma la stessa agenzia di informazione della Regione: entro luglio uscirà il bando per il Lungarno Colombo, a seguire quello per la spiaggia di San Niccolò. Un tratto importante delle sponde urbane dell'Arno, tra Quartiere 1 e Quartiere 2, viene così riassegnato per quasi un decennio, mentre il Comune di Firenze e i suoi Quartieri restano ai margini.

Continuando a leggere gli atti ottenuti con l'accesso civico che ha accompagnato la nostra interrogazione (ancora senza risposta), emergono elementi che richiedono una risposta politica. La delibera con cui la Regione ha avviato il percorso indicava tra i criteri di selezione la «gratuita fruibilità» degli eventi e l'«esperienza tecnica e professionale dell'offerente». Nella griglia di valutazione del bando nessuno dei due criteri compare: si sono valutati organizzazione, occupazione e arredi, non l'accesso gratuito né l'idoneità di chi avrebbe gestito lo spazio. I due criteri politicamente più delicati ci risultano scomparsi tra la delibera e la gara. Eppure ancora a giugno la comunicazione istituzionale regionale prometteva «priorità a palinsesti di eventi (…) inclusivi, gratuiti e adatti a un pubblico eterogeneo».

Sulla base dei primi documenti avevamo parlato di un punteggio massimo, 70 su 70. La griglia completa ora trasmessa dalla Regione dice una cosa diversa: 70 su 100. L'unica offerta ha ottenuto 60 punti su 70 nella parte tecnica e appena 10 su 30 in quella economica, avendo offerto il canone a base di gara (85.000 euro l'anno) senza alcun rialzo. Un'offerta giudicata debole dalla stessa commissione, che ha comunque aggiudicato: era l'unica in campo.

Chi ha vinto, del resto, gestiva già l'area, per ammissione dello stesso Presidente della Regione: «sostanzialmente hanno vinto coloro che già esercitavano questa attività» (Toscana Notizie, 19 giugno). La società aggiudicataria aveva nel 2024 un fatturato di 14.500 euro, zero dipendenti e un capitale sociale di 10.000 euro, a fronte di un investimento dichiarato superiore al mezzo milione; il bando non chiedeva alcun requisito di capacità economica o gestionale, come la Regione ha confermato per iscritto. Alle sue spalle c'è il gruppo Human Company, che ha chiuso il 2024 con oltre 160 milioni di euro di ricavi e ha aperto una quota del proprio capitale al colosso immobiliare statunitense Hines e al fondo di private equity Clessidra, in un'operazione da 120 milioni di euro: il demanio fluviale finisce così nella disponibilità di un operatore partecipato dalla grande finanza immobiliare internazionale.

C'è poi il nodo del ruolo del Comune, che non può ridursi a essere informato. L'area ricade nella fascia di 150 metri dalle sponde, soggetta a vincolo paesaggistico: le strutture previste (parco avventura, blocco servizi, caravan) richiedono un'autorizzazione paesaggistica e titoli edilizi di competenza comunale, che la concessione regionale non sostituisce. Chiederemo se esistono e con quali prescrizioni.

Per nove anni un pezzo d'Arno diventa uno spazio commerciale a pagamento (bar, sala da ballo, parco avventura, minigolf, orari fino a mezzanotte) senza obblighi di gratuità e senza un ruolo di chi il fiume lo vive ogni giorno, a partire dalle abitanti e dagli abitanti dei rioni affacciati sulle sponde.

La stessa Regione, negli atti, ricorda di poter esercitare i propri poteri di autotutela: chiediamo che lo faccia e che i prossimi bandi su Lungarno Colombo e sulla spiaggia di San Niccolò non ripetano lo stesso schema. Alla Sindaca e alla Giunta chiediamo di rivendicare, insieme ai Quartieri, un ruolo del Comune nelle scelte che riguardano le sponde del suo fiume". (fdr)

Ultimo aggiornamento:

15/07/2026, 12:27

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