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Sollicciano, Palagi (SPC): "L'assessore conferma, il Comune ha aspettato i sigilli"

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"Le risposte al nostro question time confermano, parola per parola, ciò che denunciamo da mesi: prima del sequestro penale Palazzo Vecchio non ha agito”
Data:

22 Giugno 2026

Tempo di lettura:

5 minuti, 54 secondi

Consiglio comunale
sinistra progetto comune

Descrizione

Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi - Sinistra Progetto Comune

"In aula, rispondendo al question time di Sinistra Progetto Comune e a uno del Partito Democratico sul sequestro di sette sezioni della Casa Circondariale di Sollicciano, l'assessore al Welfare ha parlato a lungo di commissioni, tavoli di lavoro, coprogettazione, sopralluoghi e «disponibilità». Lo ringraziamo per il tono. Ma le sue stesse parole certificano il problema che avevamo posto: il Comune di Firenze si è mosso concretamente solo dopo che la magistratura ha messo i sigilli.

Lo ha detto l’Assessore, non noi. L'attenzione sarebbe «altissima da inizio mandato», con la Commissione 4 in sede referente e «molti tavoli di lavoro tecnico e politico». Eppure, sempre con le sue parole, «il Comune si è attivato la settimana scorsa per avviare una proficua attività di collaborazione». La settimana scorsa: cioè a sequestro avvenuto, a trasferimenti già disposti. Due anni di approfondimenti, e l'azione diretta arriva quando è un Giudice per le indagini preliminari a imporla. È esattamente lo scarto tra la politica della comunicazione e i processi reali che denunciamo da tempo: nel luglio 2025 lo stesso assessore rivendicava in un comunicato ufficiale di «dare valore e continuità all'importante lavoro di approfondimento svolto dalla Commissione 4». Le parole non hanno tenuto fuori l'acqua dalle celle.

Avevamo chiesto noi ciò che ha poi fatto il Tribunale. Da mesi, insieme all'Associazione Progetto Firenze e al Gruppo Foucault, chiediamo a Palazzo Vecchio di dichiarare inagibili, almeno in parte, le sezioni di Sollicciano, usando i poteri che l'articolo 50 del TUEL riconosce alla Sindaca in materia di igiene e salute pubblica. Lo abbiamo scritto nero su bianco a marzo, pubblicando gli estratti dei verbali dell'AUSL Toscana Centro ottenuti tramite il Garante comunale delle persone private della libertà: infiltrazioni, muffa, condense, distacchi di intonaco, blatte nelle cucine, celle inagibili, docce non funzionanti, ascensori fermi, una seconda cucina abbandonata. Sono gli stessi rilievi (sugli stessi articoli 63, 64 e 80 del decreto legislativo 81/2008) su cui la Procura ha costruito il sequestro disposto il 16 giugno dal GIP Alessandro Moneti. Il Comune aveva quei verbali in mano da dicembre 2025. Non gli mancavano le informazioni: gli è mancata la volontà di agire. Il sequestro è la traduzione giudiziaria di quel rinvio e dei tanti rinvii di tutte le autorità competenti.

Sui trasferimenti, la risposta è una resa. Alla nostra domanda su quante persone trasferite siano legate al territorio fiorentino e con quali criteri venga deciso chi parte, l'assessore ha ammesso: «Non abbiamo ancora nessun elenco, ma abbiamo dato disponibilità». E ha stimato che «circa il 25% è residente o ha legami con il territorio». Tradotto: delle circa duecento persone interessate dai trasferimenti, anche fuori regione, parliamo di decine di donne e uomini con radici a Firenze (famiglie, percorsi, relazioni) che rischiano lo sradicamento, come fossero pacchi postali. E il Comune non sa nemmeno chi siano. «Disponibilità» è la parola che torna: una posizione di attesa, non un'azione. Tagliare i legami familiari e territoriali significa spostare altrove il sovraffollamento e azzerare i percorsi di reinserimento, esattamente ciò su cui avevamo messo in guardia.

Alla terza domanda non è stata data risposta. Avevamo chiesto quante strutture e quanti posti il Comune ritenga di poter attivare, anche con il terzo settore e gli Uffici di esecuzione penale esterna, per le misure alternative. La replica («confermo la disponibilità nei confronti della direzione e l'insieme delle azioni che potrebbero andare a supporto») non contiene un numero, una struttura, un impegno. Solo il condizionale. La risposta al consigliere del Partito Democratico, Presidente della Commissione 4, tutta giocata sul «tavolo interdirezionale», sulla coprogettazione dei bandi della Cassa delle ammende e sui sopralluoghi dell'AUSL di aprile, descrive un metodo, non una decisione: nulla sui criteri del trasferimento, nulla sulla tutela del personale dei reparti sigillati, nulla sui posti per le misure alternative.

C'è poi il punto del Ministero. L'assessore rivendica di aver «rinnovato l'appello e la richiesta al Ministero di tornare a Sollicciano». Ma è lo stesso Ministero della Giustizia che, come abbiamo ricordato in aula, non ha raccolto l'invito a confrontarsi con le Commissioni consiliari. Il Comune sceglie ancora una volta il ruolo di chi bussa a una porta chiusa, o su cui scaricare responsabilità, invece del ruolo che la legge assegna alla Sindaca. Continuare a chiedere a chi non risponde è comodo: non si rischia mai di dover decidere.

La risposta strutturale non è la nuova edilizia carceraria, tantomeno nella forma del cosiddetto «carcere volano», che introduce in modo surrettizio elementi di privatizzazione dell'esecuzione penale difficilmente conciliabili con l'articolo 27 della Costituzione: dietro la formula dei servizi «no core» si nasconde l'affidamento di lavoro a cooperative convenzionate o a persone detenute con rimborsi simbolici, cioè sfruttamento spacciato per reinserimento. La strada è opposta: decarcerazione, pene realmente alternative, rafforzamento dell'esecuzione penale esterna, riduzione della popolazione detenuta. A far emergere la verità su Sollicciano sono state le persone più deboli del sistema, con i loro ricorsi ai magistrati di sorveglianza, non chi aveva il dovere di prevenire.

Il 22 settembre 2026 il Tribunale di sorveglianza porterà davanti alla Corte Costituzionale la questione sulle condizioni detentive a Sollicciano. Il Comune di Firenze non può arrivare a quell'udienza come spettatore. Continueremo a chiederlo, dentro e fuori da Palazzo Vecchio". (fdr)

Ultimo aggiornamento:

22/06/2026, 15:21

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