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«Migliorare la qualità dell’aria è un obiettivo che condividiamo tutti. I dati riportati nel Piano di Azione Comunale dimostrano che negli ultimi anni sono stati compiuti passi avanti importanti e questo è sicuramente un risultato positivo. Proprio per questo motivo serve equilibrio nelle scelte future». È quanto dichiarato dal capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio comunale, Lorenzo Masi, intervenendo durante la discussione del PAC 2025-2028.
«Ci preoccupa l’idea che il percorso verso una città più sostenibile passi ancora una volta principalmente attraverso nuove limitazioni e nuovi divieti. È facile restringere l’accesso a determinate categorie di veicoli, molto più difficile è garantire ai cittadini alternative realmente accessibili e sostenibili».
Secondo Masi, il tema non riguarda soltanto l’ambiente, ma anche le ricadute economiche e sociali delle misure che verranno adottate nei prossimi anni.
«Dietro ogni veicolo ci sono famiglie, lavoratori e piccole imprese. Molti mezzi vengono acquistati tramite leasing oppure rappresentano investimenti che aziende e professionisti stanno ancora ammortizzando. I contributi regionali sono sicuramente utili, ma spesso non bastano a coprire il costo di una sostituzione anticipata. Non possiamo chiedere a chi sta ancora pagando un mezzo di cambiarlo dall’oggi al domani senza considerare le conseguenze».
Il capogruppo M5S richiama inoltre un aspetto contenuto nello stesso piano: le politiche per la qualità dell’aria risultano più efficaci quando vengono applicate su scala metropolitana.
«È quindi legittimo chiedersi perché gran parte dei sacrifici continui a ricadere sui cittadini che ogni giorno raggiungono Firenze per lavorare o studiare. Se vogliamo costruire una transizione ecologica seria, questa deve essere accompagnata da dati trasparenti, obiettivi misurabili e una valutazione concreta degli effetti che ogni nuova misura produce».
Masi punta poi il dito contro quella che definisce una contraddizione evidente.
«Da anni si invita giustamente a utilizzare il trasporto pubblico per ridurre il traffico e l’inquinamento. Allo stesso tempo, però, assistiamo all’aumento delle tariffe di autobus e tram. Il costo della vita cresce, aumentano le spese quotidiane, aumenta il prezzo dei carburanti, ma gli stipendi delle famiglie restano sostanzialmente invariati. Chiedere ai cittadini di lasciare l’auto e contemporaneamente rendere più costoso il trasporto pubblico rischia di andare nella direzione opposta rispetto agli obiettivi dichiarati».
Da qui l’appello all’amministrazione comunale.
«Se Firenze vuole davvero continuare a guidare la transizione ambientale, deve sedersi attorno a un tavolo con la Regione Toscana e trovare una sintesi che non scarichi tutto il peso sui cittadini. Oppure deve valutare di destinare una parte delle proprie risorse per sostenere concretamente il costo dei biglietti e degli abbonamenti. La qualità dell’aria si migliora con investimenti, incentivi e servizi efficienti, non soltanto con divieti e restrizioni. La sfida ambientale si vince solo se è anche una sfida di equità sociale». (s.spa.)

