Palagi (SPC): "Turistico-ricettivo a Montedomini: basta ipocrisie, è un sistema politico da cambiare"
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17 Luglio 2026
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Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi - Sinistra Progetto Comune
"Abbiamo depositato una mozione che chiede un censimento pubblico, immobile per immobile, del patrimonio degli enti a nomina comunale, a partire dall'ASP Montedomini, e regole vincolanti per fermarne la trasformazione in alloggi turistici. Proponiamo, inoltre, un protocollo con l'Arcidiocesi di Firenze, la Fondazione Solidarietà Caritas, la Fondazione Cassa di Risparmio e ogni altro ente coinvolgibile, per la mappatura volontaria dei rispettivi patrimoni immobiliari e per impegni verificabili di destinazione abitativa e sociale delle unità disponibili, guardando alle esperienze di Genova, Bergamo e Milano.
Quello che sta emergendo non è un incidente e non è il capriccio di un singolo conduttore: è un sistema.
C'è più di un palazzo in via Guelfa interessato. Al civico 81 due alloggi messi a bando nel 2025 come «uso abitativo» (determina ASP n. 83 del 22 maggio 2025) sono oggi prenotabili su Booking e Airbnb: l'uso turistico era già previsto da una deroga scritta dentro lo schema di contratto. La stessa clausola compariva nel bando del civico 77 del 2022. Accanto, al civico 83, una palazzina di nove alloggi concessa in blocco con bando del 2023 risulta oggi gestita da un grande operatore europeo del settore ricettivo, con turisti già presenti.
Tre immobili, tre bandi in tre anni diversi, sempre nello stesso isolato, sempre con la stessa regia: se fosse un caso isolato non troveremmo la medesima impronta ogni volta. Dove il Comune vuole tutelare la residenza la clausola turistica non c'è (è il caso del bando di via Maccari all'Isolotto). Questo si chiama scegliere.
Non è un vizio del solo patrimonio degli enti: è la stessa logica che ritroviamo perfino nella principale operazione di «social housing» della città. All'ex caserma Lupi di Toscana, accanto ai 236 alloggi a canone calmierato, il masterplan prevede migliaia di metri quadri di superficie turistico-ricettiva; la bonifica dell'area è pagata con fondi pubblici (PN Metro Plus) e tra i sottoscrittori del fondo c'è la stessa Fondazione Cassa di Risparmio che invitiamo al tavolo dell'abitare. Il messaggio è che la casa accessibile, per stare in piedi, deve appoggiarsi alla rendita turistica.
È qui l'ipocrisia più grande. Firenze incassa dal turismo cifre enormi: (77 milioni di imposta di soggiorno nel 2024, oltre 80 nel 2025, circa un decimo dell'intera spesa corrente) che finiscono in trasporti, cultura, verde e promozione turistica, ma non destinano un solo euro al diritto all'abitare. Si sceglie un modello in cui è l'abitare a doversi finanziare producendo nuovo turismo. Si governa a parole l'overtourism e nei fatti lo si alimenta come motore per far quadrare i conti della città.
Troviamo sconcertante il dibattito che si è aperto, in cui si finge di non conoscere un fenomeno decisamente diffuso. Il definanziamento delle politiche per la casa lascia gli enti senza risorse pubbliche per recuperare il proprio patrimonio abitativo, e in quel vuoto si guarda al turistico-ricettivo come fonte di autofinanziamento, sbagliando. La pratica è diffusa: ci vuole il coraggio di dirlo e di mostrare i dati. Altrimenti nessuna alleanza sociale per il diritto all'abitare è possibile, perché affoga nell'ipocrisia e nell'asimmetria di informazioni.
Speriamo che si accetti di discutere e approvare l'atto con urgenza. Vanno riviste le regole, non serve cercare capri espiatori, perché le decisioni sono politiche". (fdr)

