Palagi (SPC): "Sostegno al Rojava e popolo curdo: parere favorevole in Commissione 7"
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17 Giugno 2026
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Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune
"Questa mattina la Commissione 7 (pari opportunità, pace, diritti umani, relazioni internazionali, immigrazione) ha espresso parere favorevole alla risoluzione che abbiamo proposto, "Solidarietà al popolo curdo e al Rojava", con alcuni emendamenti che abbiamo accolto. Ringraziamo la Presidente Collesei e tutte le consigliere e i consiglieri: undici voti favorevoli, quattro astensioni dai banchi di centrodestra, nessun voto contrario. Su una posizione di questa portata la convergenza è un fatto politico che registriamo con soddisfazione.
Non è un atto astratto. Secondo la dichiarazione pubblica dell'Ufficio di Informazione del Kurdistan in Italia e del Consiglio Democratico Siriano del 9 febbraio scorso, la città di Kobane è stata sottoposta a un assedio severo che ha colpito più di mezzo milione di persone: sospensione deliberata di elettricità e acqua, blocco di forniture mediche, cibo e carburante, carenza persino di latte artificiale per neonati. È stata una punizione collettiva, una violazione del diritto umanitario internazionale che gli stessi promotori dell'appello definiscono crimine contro l'umanità.
Il quadro è documentato. Il rapporto "War Crimes in North and East Syria", curato dalla Rojava Jineolojî Academy, raccoglie testimonianze e materiali su attacchi deliberati contro popolazioni civili selezionate per etnia, religione e identità politica, su ospedali, scuole e luoghi di culto colpiti, su torture, sfollamenti forzati nei quartieri di Sheikh Maqsoud e Ashrafieh ad Aleppo, sul coinvolgimento delle forze armate turche con droni e supporto aereo. A questo si aggiunge la liberazione deliberata di miliziani dell'ISIS dai campi di prigionia: gli stessi che il Rojava ha sconfitto al prezzo di migliaia di vite, anche nel nostro interesse.
C'è poi un piano che per noi non è un dettaglio: la natura di genere di questa aggressione. Gli attacchi hanno colpito in modo mirato le donne curde (protagoniste della rivoluzione del Rojava e della resistenza delle YPJ) con violenze, umiliazioni rituali, distruzione di statue e organizzazioni femminili, diffusione dei dati personali delle combattenti per campagne di ricatto. All'ombra dell'offensiva, lo Stato turco ha represso duramente attiviste, attivisti, politici e civili curdi. Firenze non può girarsi dall'altra parte.
A oggi, 17 giugno, la fase più acuta dell'assedio ha lasciato il posto a una tregua fragile e a un'integrazione imposta con la forza. Dopo settimane di offensiva e la perdita di Raqqa, Deir ez-Zor e di gran parte di Aleppo e Hasakah, con l'accordo di fine gennaio 2026 Damasco ha di fatto riassorbito il Nord-Est siriano: l'esperienza di autogoverno democratico del Rojava è stata compressa a competenze locali e a garanzie culturali, mentre Ankara ha avallato l'operazione e gli Stati Uniti hanno tolto la copertura che avevano dato in alcune fasi a parte delle forze curde. Restano aperti i nodi sull'integrazione militare, sulla sorte dei detenuti dell'ISIS e su garanzie costituzionali che a oggi non risultano definite. La minaccia di cancellazione politica e demografica non è scomparsa con la fine dei bombardamenti: per questo una presa di posizione istituzionale, oggi, non commemora un'emergenza passata, ma tiene viva la pressione internazionale proprio quando la "pace apparente" rischia di archiviare la questione curda.
La risoluzione non nasce dal nulla. Si inserisce in un percorso che il Consiglio comunale ha costruito negli anni: la richiesta di libertà e cittadinanza onoraria per Abdullah Öcalan (2024), il sostegno al processo di pace proposto da Öcalan e dal PKK (2025), il riconoscimento della campagna di al-Anfal come genocidio del popolo curdo (2025), fino al Giglio d'oro alla memoria di Hevrin Khalaf. È la stessa città di Lorenzo Orsetti, partigiano di Rifredi caduto al fianco della resistenza curda. La coerenza di questa storia è un patrimonio politico, non una liturgia.
Con il voto di oggi chiediamo che l'atto sia trasmesso alle ambasciate di Siria e Turchia, al Segretario Generale delle Nazioni Unite, alle presidenze del Parlamento e della Commissione europea, alla Regione Toscana, all'Ufficio di Informazione del Kurdistan in Italia, alla Mezzaluna Rossa del Kurdistan e alla rappresentanza del Governo Regionale del Kurdistan. Esprimiamo solidarietà ai popoli del Rojava e ferma condanna dei crimini commessi, sostegno all'esperienza del confederalismo democratico, adesione all'appello della Mezzaluna Rossa, e ribadiamo la richiesta di immediata liberazione di Abdullah Öcalan.
Nel confronto in Commissione il testo si è arricchito di riferimenti ai rapporti di Amnesty International, Human Rights Watch, Medici Senza Frontiere e delle agenzie delle Nazioni Unite. Adesso confidiamo che il Consiglio comunale voti presto la risoluzione: la solidarietà internazionale non può restare nel cassetto. Mettere la dignità umana al di sopra di ogni interesse limitato significa dare seguito alle parole con atti concreti". (fdr)

