Palagi (SPC): "Porte blindate alle case popolari: la durata media è oltre un anno"
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18 Luglio 2026
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Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi - Sinistra Progetto Comune
"Abbiamo già ricordato quanto costa il noleggio delle porte blindate installate sugli alloggi popolari vuoti: oltre 2 milioni di euro dal 2023, coperti con le entrate dei canoni pagati da chi negli alloggi di ERP ci abita. Continuando a studiare i 41 riepiloghi mensili ottenuti con l’accesso agli atti, emerge un ulteriore dato: non quanto costa il vuoto, ma quanto dura.
I riepiloghi permettono di misurarlo con precisione, perché registrano ogni blindatura dall’installazione alla rimozione. Nel periodo documentato (gennaio 2023-maggio 2026) i cicli completi, porta montata e poi smontata, sono 310: la durata mediana è di tredici mesi. Significa che anche quando il sistema funziona e l’alloggio torna nel circuito, resta sigillato in mediana più di un anno. La metà dei casi supera i dodici mesi, quaranta superano i due anni.
Ed è una stima prudente, perché nel conto non entrano i casi peggiori: i 214 alloggi blindati ininterrottamente per tutti i 41 mesi, con installazioni che risalgono agli anni tra il 2015 e il 2022. La porta più vecchia ancora fatturata è quella installata nel marzo 2015: un affitto che si paga da undici anni. Contando anche questi casi, la durata reale del vuoto è ancora più alta.
Una precisazione doverosa: abbiamo verificato la fatturazione voce per voce, e i prezzi a scaglioni previsti dal capitolato risultano sempre rispettati. Non c’è nessuna irregolarità da parte della ditta né degli uffici, che anzi ringraziamo di nuovo per la completezza della documentazione. Il problema non è chi monta le porte o chi tiene la contabilità: è un sistema che tiene le case chiuse così a lungo da trasformare il noleggio in una voce strutturale di bilancio.
C’è poi il dato che conferma quanto diciamo da mesi sul flusso. Nei 41 mesi i riepiloghi registrano circa 835 nuove sigillature e circa 909 rimozioni: oltre venti alloggi al mese che si svuotano ed entrano nel circuito delle blindature, e altrettanti che ne escono. Finora il ricambio di 200-400 alloggi l’anno era una dichiarazione della Giunta: ora lo dice, mese per mese, il contatore della contabilità. È il tapis roulant del vuoto: si recupera tanto quanto rientra, il magazzino non si svuota mai, e nel frattempo ogni casa ferma paga il suo canone di noleggio.
Con questi due numeri (tredici mesi di attesa mediana, venti alloggi al mese sul tapis roulant) si rafforzano le nostre proposte, che ora hanno anche il loro parametro di riferimento.
Il primo è un tetto di durata al noleggio. Se la durata fisiologica di una blindatura è intorno all’anno, tutto ciò che supera i diciotto mesi è patologia: proponiamo che oltre quella soglia scatti la priorità automatica di ristrutturazione, a partire dai 214 alloggi mai riaperti nel periodo documentato.
Il secondo è l’autorecupero come sistema pubblico. La legge regionale lo consente dal 2019: ogni alloggio affidato a chi è in graduatoria e può contribuire ai lavori, con scomputo dal canone, è una casa che si riapre e una porta che esce dal noleggio. Serve però un sistema pubblico e centralizzato, che renda questa strada accessibile a tutti e non un percorso per pochi.
Il terzo è il rifinanziamento statale. Il ciclo continuo non si ferma con le sole risorse comunali, reperite a debito: il Comune torni a pretendere dal Governo il rifinanziamento del programma nazionale di recupero degli alloggi ERP (la legge 80 del 2014, ferma dal 2018). Firenze lo ha già chiesto in sede ANCI insieme ad altre dieci città: non lasci cadere la propria firma e insista in modo sempre più forte.
Ridurre i tredici mesi a sei significherebbe dimezzare il tempo che le persone in graduatoria passano ad aspettare davanti a una porta chiusa, e dimezzare i soldi dei canoni ERP spesi per custodire il vuoto". (fdr)

