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Palagi (SPC): "Efficientamento energetico del patrimonio comunale: parere favorevole in Commissione"

Dettagli

"Sulla quasi totalità degli interventi realizzati negli ultimi anni pesano fondi straordinari: PNRR, regionali, ministeriali. Il Piano Energetico Comunale che il Comune intende redigere nel 2026 è l'occasione per dare una struttura ordinaria a questo lavoro"
Data:

16 Giugno 2026

Tempo di lettura:

4 minuti, 24 secondi

Consiglio comunale
sinistra progetto comune

Descrizione

Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi, Sinistra Progetto Comune

"La Commissione consiliare 6 (Ambiente, Vivibilità urbana, Mobilità) ha approvato il 15 giugno 2026, con 11 voti favorevoli e 1 solo astenuto su 13 presenti, l'ordine del giorno n. 1013/2026 presentato dal nostro gruppo sul tema dell'efficientamento energetico del patrimonio edilizio pubblico comunale.

L'atto impegna la Sindaca e la Giunta a includere, nel lavoro di redazione del Piano Energetico Comunale (PEC) che il Comune si è prefissato di completare nel 2026, la predisposizione di un piano pluriennale di efficientamento energetico. Il piano dovrà comprendere la mappatura degli edifici con i consumi attuali, gli interventi prioritari per efficacia e fattibilità tecnica, la stima dei costi e l'individuazione delle fonti di finanziamento (fondi UE, nazionali, regionali, project financing), nonché obiettivi misurabili di riduzione dei consumi e delle emissioni.

Il patrimonio edilizio del Comune di Firenze comprende centinaia di edifici — scuole, uffici, impianti sportivi, biblioteche, strutture sociali — con consumi energetici significativi e spesso con obsolescenza impiantistica rilevante. Una parte consistente di questo patrimonio presenta vincoli storico-architettonici che complicano ulteriormente gli interventi.

Eppure, ciò che si è fatto finora è avvenuto quasi interamente grazie a risorse straordinarie: interventi PNRR su 18 scuole, 3 complessi sportivi, 3 strutture sociali, 2 uffici e servizi e 5 immobili di interesse storico-artistico; fondi regionali e ministeriali per la qualità dell'aria che hanno consentito l'efficientamento di 60 complessi scolastici nell'ultimo quinquennio; la Convenzione Consip SIE 4 per l'integrazione energetica; gli interventi di Casa Spa su 8 edifici tra il 2020 e il 2024 (con altri 5 programmati entro il 2027), tra cui un intervento di rigenerazione che ha portato 64 alloggi in classe G a 88 nuovi in standard NZEB. A questo si aggiunge il progetto "Energy for poverty" alle Piagge, finanziato con fondi PON metro.

Tutto meritevole. Per Sinistra Progetto Comune uno dei punti di partenza era proprio il confronto con lo stanziamento ordinario: la Prima Variazione di Bilancio 2026 lascia invariata la Missione 17 (Energia e diversificazione delle fonti energetiche) a 50.000 euro annui per l'intero triennio 2026-2028. Una cifra che non copre nemmeno la progettazione di un intervento su un edificio di media complessità.

Ma la dipendenza esclusiva da fondi straordinari non è una politica energetica: è una risposta episodica. La pianificazione ordinaria (quella che consente di decidere le priorità, confrontare i costi, garantire la continuità degli interventi) è ancora da costruire.

Sul fronte normativo europeo, la direttiva 2024/1275/UE (EPBD, cosiddetta "Case Green") impone che gli edifici pubblici raggiungano almeno la classe energetica E entro il 2030 e D entro il 2033. Non si tratta di obiettivi volontari: sono obblighi che si traducono in interventi concreti su un patrimonio edilizio (quello pubblico comunale) la cui situazione energetica complessiva non è oggi mappata in modo sistematico.

Il Piano Energetico Comunale che l'amministrazione intende redigere nel 2026 è dunque insieme un adempimento di legge e un'opportunità reale. L'ODG chiede che questa opportunità non venga sprecata, includendo nel PEC una pianificazione pluriennale degli interventi sul patrimonio pubblico.

Il voto ampio in Commissione  dice che su questo tema c'è una convergenza istituzionale. Ora bisogna vedere se si traduce in un Piano Energetico Comunale che abbia realmente dentro una visione sugli edifici pubblici, non solo una somma di capitoli di spesa. La dipendenza quasi totale dai fondi straordinari non è un limite tecnico, è una scelta politica. Il Piano Energetico è l'occasione per invertirla, dando struttura e priorità a quello che finora si è fatto per opportunità. La collettività che usa le scuole, le biblioteche e i centri sociali del Comune merita che questi spazi siano efficienti non quando arriva il prossimo bando europeo, ma come scelta ordinaria di governo della città.

Ringraziamo il Presidente della Commissione e tutti i gruppi consiliari intervenuti nella discussione, a partire da chi ha presentato gli emendamenti accolti". (fdr)

Ultimo aggiornamento:

16/06/2026, 13:02

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