Palagi (SPC): "Condizionatori e porte aperte: l’ordinanza del 2022 non ha prodotto nessuna sanzione"
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16 Luglio 2026
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Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi - Sinistra Progetto Comune
"Il 28 luglio 2022 l’allora Sindaco Nardella firmò, con grande risalto mediatico, l’ordinanza numero 158: prevedeva l'obbligo di tenere chiuse le porte degli esercizi commerciali, dei locali di somministrazione e degli edifici aperti al pubblico con l’aria condizionata in funzione, dal 1° agosto al 1° settembre, con sanzioni annunciate da 25 a 500 euro. «Firenze come Parigi», si disse. Abbiamo chiesto agli uffici, con una richiesta di accesso agli atti, copia delle sanzioni elevate in forza di quel provvedimento. Grazie agli uffici la risposta è arrivata nero su bianco: durante il periodo di vigenza non risulta rilevata alcuna infrazione. In una città con migliaia di esercizi, nel pieno di un agosto turistico, zero verbali in 32 giorni non raccontano una Firenze improvvisamente virtuosa: raccontano che non c'è una reale volontà politica di lavorare su questo. L’ordinanza è durata un mese, non è mai stata rinnovata, e il suo bilancio ufficiale è questo.
L’obiettivo di regolamentare l’apertura delle porte dei locali climatizzati era già nel Piano di Azione Comunale 2021-2024; una mozione approvata dal Consiglio lo ha ribadito; il nuovo Piano di Azione Comunale per la qualità dell’aria 2025-2028, appena votato, lo riscrive per la terza volta. Ma la risposta della Giunta è: nessuna ordinanza, nessuna modifica dei regolamenti, solo generiche «linee guida» future, senza tempi né strumenti. Quattro anni di appelli al buonsenso hanno prodotto esattamente ciò che stiamo vivendo in questi giorni. Nel frattempo la rete elettrica cittadina va in crisi nei giorni di picco, con blackout che hanno colpito anche il centro storico: lo spreco energetico non è più un tema astratto, si misura in interruzioni di corrente che ricadono su chi non può permettersi generatori di riserva, su chi è fragile, su servizi essenziali.
Che un’altra strada esista non è un’ipotesi: è documentato. Milano dal 1° gennaio 2022 ha inserito l’obbligo nel proprio Regolamento per la qualità dell’aria: una norma permanente, valida d’estate per il condizionamento e d’inverno per il riscaldamento, con deroghe tecniche chiare (bussole, lame d’aria a regola d’arte) e vigilanza affidata alla Polizia Locale. Non un’ordinanza di un mese: una regola della città. A Bergamo, dove una regola analoga è in vigore da anni, nel solo 2025 risultano elevate 21 sanzioni. E proprio i controlli bergamaschi rivelano un punto politico interessante: a tenere le porte aperte non è il piccolo negozio di vicinato, sono soprattutto le grandi catene commerciali, per direttiva aziendale, al punto che alcune accantonano a bilancio fondi appositi per pagare le multe. Non è un problema di educazione individuale: può essere anche una scelta organizzata, che considera lo spreco energetico un costo economico sostenibile, senza considerare quello ambientale, che si scarica sulla collettività. Persino Torino, a fine giugno, ha firmato un’ordinanza che impone la chiusura delle porte nei giorni di massima emergenza caldo, esplicitamente per alleggerire la rete elettrica e prevenire i blackout; in Francia l’obbligo è legge nazionale dal 2022, con sanzioni fino a 750 euro.
Non chiediamo un’altra ordinanza-annuncio da 30 giorni, né multe a tappeto sugli esercizi di vicinato. Chiediamo alla Sindaca e alla Giunta una norma permanente nei regolamenti comunali, con deroghe tecniche definite, controlli programmati che partano dalle grandi superfici e dalle catene, e una rendicontazione annuale al Consiglio su verifiche e sanzioni, perché non accada mai più che un obbligo esista solo nei comunicati stampa". (fdr)

