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Montedomini, Palagi (SPC): "Gli airbnb di via Guelfa non sono un incidente: l'uso turistico era scritto nel contratto"

Dettagli

"Il bando del maggio 2025 parlava di locazione «ad uso abitativo», ma lo schema di contratto allegato autorizzava «sin d'ora» la destinazione a strutture ricettive extra-alberghiere, anche tramite società terze"
Data:

16 Luglio 2026

Tempo di lettura:

4 minuti, 38 secondi

Consiglio comunale
sinistra progetto comune

Descrizione

Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi - Sinistra Progetto Comune


"Il caso sollevato oggi dal Corriere Fiorentino, a partire dalla denuncia della rete Salviamo Firenze (che ringraziamo), sui due appartamenti di proprietà dell'ASP Firenze Montedomini in via Guelfa 81 (finiti su Booking e Airbnb come «Guelfa Palace 81», con le prime recensioni degli ospiti già a inizio 2026) non ci risulta essere la storia di un conduttore che aggira le regole. Basta leggere gli atti, pubblicati sul sito dell'ente: l'avviso del 22 maggio 2025 mette a bando due unità «ad uso abitativo» e il bando vieta le «attività in contrasto con le finalità statutarie» dell'Azienda; ma lo schema di contratto allegato allo stesso bando, all'articolo 13, introduce una «espressa e specifica deroga»: «in considerazione della ubicazione degli immobili in zona di elevato interesse turistico, il locatore consente sin d'ora al conduttore – direttamente o mediante l'intermediazione di soggetti terzi – di destinare gli immobili oggetto di locazione [a] strutture ricettive extra-alberghiere con le caratteristiche della civile abitazione». Case vacanze, affittacamere, bed & breakfast: l'uso turistico non è un abuso scoperto dopo, è una possibilità messa nero su bianco dall'ente pubblico prima ancora di sapere chi avrebbe vinto.

Non è nemmeno un episodio isolato: la stessa deroga compariva già nella bozza di contratto del bando per via Guelfa 77, nell'ottobre 2022. Compare invece il solo divieto di sublocazione, senza alcuna apertura turistica, nei contratti predisposti per gli alloggi dell'Isolotto. È dunque una scelta mirata: dove il mercato turistico rende di più, il patrimonio di un'azienda pubblica di servizi alla persona viene messo a disposizione della rendita ricettiva. E le date pesano: la deroga per via Guelfa 81 è stata pubblicata il 22 maggio 2025, quarantacinque giorni dopo l'approvazione della variante urbanistica sulle locazioni turistiche brevi e diciassette giorni dopo il Regolamento comunale in materia. Mentre Palazzo Vecchio annunciava il blocco dei nuovi airbnb, un ente pubblico il cui Consiglio di Amministrazione è nominato in maggioranza dalla Sindaca prevedeva per contratto la destinazione turistica di case pubbliche nel cuore del centro storico.

Anche le condizioni economiche meritano attenzione: 239 metri quadri in centro a un canone a base d'asta di 2.000 euro mensili, per 16 anni rinnovabili, con compartecipazione dell'ASP alle ristrutturazioni fino a 130.000 euro recuperata a scomputo dei canoni: dieci mesi senza affitto e poi circa 65 mesi di canone azzerato. Per oltre sei anni l'ente non incasserà di fatto nulla, mentre gli appartamenti possono produrre reddito turistico immediatamente. Negli elenchi dei provvedimenti pubblicati dall'ASP non siamo riusciti a rintracciare l'atto di aggiudicazione del bando; risulta invece, nel febbraio 2026, l'affidamento di una consulenza legale sulla «gestione del contratto di locazione» di via Guelfa, con tanto di omissis nell'oggetto pubblicato. Su un patrimonio nato per la solidarietà e l'accoglienza, la trasparenza non è un optional.

Il paradosso è tutto qui: quegli appartamenti sono contigui all'ex convento di Sant'Agnese, che dal 2023 il Comune promette ripetutamente di ricomprare dall'ASP per farne social housing, senza che di quell'acquisto risulti a oggi alcun atto; nel frattempo la stessa ASP predispone contratti che aprono agli affitti turistici al civico 81 e avvia un bando commerciale al 79/A. Il Presidente dichiara oggi al Corriere Fiorentino che «affitti brevi lì non se ne possono fare» e la Sindaca annuncia verifiche e stop: ma la destinazione turistica sta scritta nello schema di contratto predisposto dalla stessa ASP, pubblicato online da quattordici mesi. 

Lo Statuto dell'Azienda prevede peraltro che l'affidamento della gestione del patrimonio a soggetti esterni sia comunicato preventivamente al Comune, che può opporsi con atto motivato: l'irritazione di oggi è difficile da conciliare con atti pubblici adottati da un ente che il Comune governa attraverso le proprie nomine e i propri indirizzi. Per questo abbiamo depositato un'interrogazione urgente: chiediamo alla Sindaca e alla Giunta chi ha autorizzato quella clausola, se il Comune ne fosse informato, se la destinazione turistica sia compatibile con le regole che la città si è appena data e come si intenda riportare quegli alloggi a un uso coerente con le finalità sociali dell'ente". (fdr)

Ultimo aggiornamento:

16/07/2026, 14:32

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