Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune): “Regolamento interventi economici di assistenza sociale: non è passato dal Consiglio comunale”
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19 Giugno 2026
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Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi di Sinistra Progetto Comune
“A Firenze, le regole che stabiliscono chi può ricevere un sostegno economico dai servizi sociali, a quali condizioni e per quanto tempo, sono scritte in un regolamento (il «Regolamento per l'erogazione degli interventi economici di assistenza sociale») che decide della vita concreta delle persone in difficoltà: l'integrazione al reddito per chi non arriva a fine mese, il contributo per le persone anziane sole, l'aiuto per pagare una bolletta o gli arretrati dell'affitto.
Lo stesso regolamento richiama gli articoli 2, 3 e 38 della Costituzione e i «diritti di cittadinanza». È un atto che, per sua stessa ammissione, tocca diritti fondamentali. Eppure non è stato approvato dal Consiglio comunale.
Il testo oggi in vigore è stato adottato con una delibera dell'Assemblea dei Soci della Società della Salute (n. 3 del 21 luglio 2016), un organo esecutivo, composto dalla rappresentanza del Comune e dell'Azienda sanitaria, non dal Consiglio comunale eletto.
La stessa materia, fino ad allora, era del Consiglio: l'ultimo atto dell'aula fiorentina sugli interventi economici di assistenza sociale è una delibera del 2009, con un titolo identico. Dal 2016 la disciplina è stata cambiata e aggiornata da un altro organo, senza più tornare in Consiglio.
Per legge (articolo 42 del Testo Unico degli Enti Locali) l'approvazione dei regolamenti spetta al Consiglio comunale. Lo Statuto della Società della Salute, però, prevede che i regolamenti siano approvati dall'Assemblea dei Soci e poi soltanto «trasmessi al Consiglio Comunale per conoscenza»: su atti che decidono chi ha diritto a un aiuto, il Consiglio non vota e non dà nemmeno un parere. Viene informato.
Aperto il testo, anche il contenuto mostra i segni del tempo e un'impostazione che chiede di essere discussa.
A tutto questo si aggiunge che i parametri economici sono fermi al 2016 (un fabbisogno e un tetto mensile di 500 euro per una persona) e precedono sia il Reddito di Cittadinanza sia l'Assegno di Inclusione: una cornice nazionale del contrasto alla povertà che nel frattempo è cambiata radicalmente. Non ci risulta che gli importi siano stati aggiornati.
Il punto non è soltanto giuridico, anche se quello giuridico c'è ed è serio. Il punto è democratico: le regole su chi ha diritto a un contributo, a un sostegno a casa, a un aiuto per non finire in strada, dovrebbero essere discusse e votate dall'organo che le cittadine e i cittadini hanno eletto. Non possono essere decise altrove e portate in Consiglio solo "per conoscenza". E quando si legge il merito, si vede un regolamento costruito più sul sospetto verso chi chiede aiuto che sul diritto di chi ha bisogno.
Sinistra Progetto Comune ha depositato un'interrogazione che chiede alla Sindaca e alla Giunta di chiarire la propria posizione sulla competenza e di dire se intendano riportare all'approvazione (o almeno al parere) del Consiglio comunale i regolamenti della Società della Salute che incidono sui diritti delle persone.
Tutto questo si aggiunge a quanto abbiamo evidenziato lunedì: il Regolamento dei servizi sociali comunali è fermo al 1994 e la convenzione con la Società della Salute è scaduto nel 2024.
Avanzeremo proposte precise nei prossimi giorni, perché il Salone dei Duecento torni a essere centrale nelle politiche sociali della Città”. (s.spa.)

