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Del Re, Gasperini, Arbo (Firenze Democratica): “La mancata partecipazione del Comune all’asta di via da Tolentino è conferma che le politiche abitative vengono delegate al privato”

Dettagli

“Ora il Comune acquisti Sant’Agnese per scongiurarne la vendita (o l’affitto su Airbnb)”
Data:

17 Luglio 2026

Tempo di lettura:

3 minuti, 46 secondi

Descrizione

Queste le dichiarazioni delle esponenti di Firenze Democratica: 

“L’assenza del comune all’asta delle case di via Da Tolentino non ci stupisce perché risponde alla ‘strategia’ sul fronte della casa di sindaca e giunta, in linea con quella del precedente sindaco: all’housing sociale ci deve pensare il privato, non il pubblico. Da qui, sono state celebrate come salvifiche tutte quelle norme varate per chiedere al privato di realizzare housing sociale a tempo, per 12 - massimo 20 anni, restando però di proprietà del privato: e che faranno le famiglie ospiti di quelle case al termine del periodo convenzionato? Per legge, il comune ha il diritto di prelazione, ma in questi anni non lo ha mai esercitato. Una strategia, dunque, che non solo non amplia il patrimonio pubblico, ma rende precarie tante famiglie locatarie destinandole ad un destino incerto come quelle degli alloggi di via da Tolentino. 

Alloggi che all’asta sono stati venduti a buonissimo mercato, così come a buon mercato è stato venduto qualche mese fa l’Ex Hotel Astor, che con un emendamento al bilancio avevamo proposto di acquistare all’asta, ma nonostante i soldi ci fossero, l’emendamento venne respinto dalla maggioranza e adesso è finito nelle mani di investitori per alloggi a canoni di mercato. 

Investitori che per di più sono solo i grandi fondi di investimento, che riescono a sostenere un periodo di affitti calmierati. E questi stessi fondi di investimento e costruttori sono stati ben lieti (avendolo d’altronde chiesto loro anche a mezzo stampa) di leggere della deroga ai volumi zero che la sindaca ha annunciato per realizzare housing sociale: ancora una volta, una strategia per delegare questo settore al privato, consumando per di più nuovo suolo. Sempre al privato, d’altronde, verrà concesso addirittura parte del patrimonio di edilizia residenziale pubblica oggi vuota perché il privato lo ristrutturi e ci faccia housing sociale con una propria marginalità per riprenderci l’investimento (e con buona pace dei cittadini in lista di attesa per una casa popolare).

A questa visione, noi contrapponiamo quella di politiche pubbliche per la casa: all’housing sociale deve provvedere il pubblico, innovando gli strumenti per reperire le risorse necessarie, e deve ampliare il proprio patrimonio a disposizione per dare risposte al tema “casa”.

Oggi sui giornali il presidente di Montedomini afferma che l’ASP Montedomini ha un “patrimonio abitativo pazzesco”. E questo li legittima a metterli a disposizione della rendita turistica? Anche questo caso è la riprova più evidente che il pubblico rinuncia ad attuare politiche pubbliche per la casa, e le delega al privato con tutti i limiti del caso. 

Dopo che nelle settimane scorse al consiglio di quartiere 1 era stato approvato un nostro atto per chiedere un percorso di partecipazione per il futuro di Sant’Agnese, presenteremo un atto per chiedere che il comune lo acquisisca. Nella commissione del 19 Marzo 2025, chiedemmo a Frittelli, neo nominato presidente di Montedomini, cosa ne sarebbe stato di quel complesso, e la risposta fu: “se il comune non lo compra, lo vendiamo”. Sperando di essere ancora in tempo, chiederemo a sindaca e giunta di procedere senza indugio a questo acquisto, e di tutto quel patrimonio che altrimenti rischia di essere venduto o affittato su Booking. Lunedì chiederemo anche come mai sul sito di Montedomini non si trovano gli atti di aggiudicazione o le graduatorie approvate del bando per gli immobili di via Guelfa pubblicato un anno fa”. (s.spa.)

Ultimo aggiornamento:

17/07/2026, 17:22

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