Del Re, Calistri e Piccioli (Firenze Democratica): “Sollicciano, un atto senza precedenti: ora servono risposte immediate da tutte le istituzioni”
17 Giugno 2026
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Descrizione
Queste le dichiarazioni degli esponenti di Firenze Democratica:
“La decisione della Procura della Repubblica di Firenze di disporre il sequestro di ben 7 sezioni della casa circondariale di Sollicciano segna un punto di svolta senza precedenti nella tutela delle condizioni minime di igiene, salute e sicurezza dei detenuti.
È un atto che riconosce finalmente la gravità delle segnalazioni provenienti da associazioni, operatori e avvocati che da anni denunciano una situazione di degrado e violazione dei diritti fondamentali.
Per anni si sono susseguiti annunci e promesse, ma i lavori non sono mai partiti o sono stati lavori non risolutori.
I tavoli istituzionali convocati in questi anni non hanno prodotto risultati, mentre le condizioni di vita nel carcere continuavano a peggiorare.
L’azione della magistratura, con un atto che non ha precedenti a livello nazionale, ha finalmente imposto un limite all’indifferenza e riconosciuto la necessità di garantire standard minimi di dignità e sicurezza.
Ora serve una risposta immediata e coordinata da parte del Ministero della Giustizia, della Regione Toscana, dell’ASL e di tutti gli enti competenti, compreso il Comune di Firenze.
Non è più tempo di promesse o tavoli: è tempo di interventi concreti, di risorse certe e di una regia pubblica trasparente che restituisca dignità a chi vive e lavora a Sollicciano.
La tutela dei diritti umani non può fermarsi alle mura del carcere: questa situazione deve diventare il punto di partenza per una riforma strutturale delle politiche penitenziarie e per un impegno condiviso tra istituzioni e società civile.
Abbiamo iniziato questa consiliatura con un atto dedicato proprio al carcere di Sollicciano con la richiesta di una commissione permanente in seno all’amministrazione comunale che purtroppo poi non è stata istituita, sebbene la commissione 4 abbia svolto un lavoro di approfondimento che, per quanto meritorio, però ha portato solo alla richiesta di un tavolo.
Quella commissione permanente avrebbe quantomai oggi aiutato un percorso pubblico di sostegno del percorso che a seguito dell’atto della Procura si deve aprire. Terremo alta l’attenzione con atti e ogni iniziativa utile affinché quelle condizioni minime di dignità e sicurezza nel carcere vengano ripristinate con un intervento risolutivo e vengano garantite nelle altre sezioni rimaste aperte”. (s.spa.)

