Cuba, Palagi (SPC): "A 60 anni dall'alluvione, la solidarietà non è un ricordo, deve essere praticata"
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17 Giugno 2026
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Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi - Sinistra Progetto Comune
"Il 4 novembre 2026 ricorrono sessant'anni dall'alluvione di Firenze. La città si prepara a ricordare con mostre e iniziative (dal programma "RI-EMERGERE 1966–2026" all'Archivio di Stato alla call del Comune "Firenze, 4 novembre 1966: la città racconta l'alluvione"). È giusto e necessario. Ma la memoria, da sola, non mette in sicurezza nessuno e non sdebita nessuno.
L'Appello della cultura per Firenze, firmato a Palazzo Strozzi il 6 novembre 1966 da Carlo Ludovico Ragghianti, Giorgio La Pira, dai soprintendenti e dai direttori degli istituti stranieri, non fu retorica. Fu la chiamata a un "fondo internazionale" e a una mobilitazione mondiale: studiose e studiosi, restauratrici e restauratori, governi e cittadinanza di tutto il mondo accorsero per salvare il patrimonio di una città che riconoscevano come bene comune dell'umanità. Da quella stagione nacque anche la donazione di circa trentacinque opere d'arte contemporanea (i "quadri") che artiste e artisti regalarono a Firenze in segno di solidarietà, sull'appello dello stesso Ragghianti, per un museo internazionale che la città avrebbe dovuto costruire.
Quel museo, nella forma immaginata allora, non si è mai pienamente realizzato. Molte di quelle opere (da "Larme de galaxie" di Jean Arp ai lavori di Carla Accardi, Antonietta Raphael Mafai, Titina Maselli) sono rimaste per decenni nei depositi, dimenticate, prima di un parziale recupero al Museo Novecento. È la fotografia di un problema politico: la solidarietà ricevuta è stata celebrata ma non sempre onorata.
La Pira, che firmò quell'appello, è stato il sindaco della pace e dell'internazionalismo. Onorare quella eredità significa una cosa precisa: la solidarietà che Firenze ricevette nel 1966 è un debito che si salda guardando a chi, oggi, vive l'emergenza.
Oggi è Cuba a vivere sotto assedio. L'inasprimento dell'embargo statunitense ha bloccato di fatto le forniture di petrolio: per la popolazione civile significa blackout che lasciano l'isola al buio per gran parte della giornata, carenza di carburante, emergenza sanitaria e alimentare. Dal 6 giugno non è più possibile usare le carte dei circuiti internazionali Visa e Mastercard. È una punizione collettiva che colpisce le persone, non i governi.
Su questo Firenze ha già preso posizione: il Consiglio comunale ha approvato, su proposta di Sinistra Progetto Comune, la risoluzione 338/2026 di solidarietà con il popolo cubano, di condanna del blocco navale deciso dal Governo Trump e di richiesta al Governo italiano e al Parlamento europeo di agire contro le misure unilaterali. È il "già votato". Ma una risoluzione che resta nel cassetto vale quanto un quadro che resta in deposito.
Alla Sindaca e alla Giunta chiediamo di trasformare l'anniversario in azione, non in liturgia:
1. Dare seguito alla Risoluzione 338/2026, riferendo al Consiglio quali passi concreti l'Amministrazione ha compiuto (verso il Governo, verso l'Unione europea, e sul piano della cooperazione e della solidarietà diretta) perché la posizione votata non resti una dichiarazione.
2. Onorare il 1966 con la prevenzione, non solo con la memoria. Calendarizzare e discutere gli atti che abbiamo depositato sulla sicurezza idraulica e sull'acqua (dalla messa in sicurezza di via Arnoldi alla regimazione e alle briglie dell'Arno, fino agli episodi recenti sulla portata del fiume). La lezione dell'alluvione è la prevenzione, non la commozione.
3. Tirare fuori i quadri dai depositi e farne uso civile. Le opere donate nel 1966 sono la testimonianza materiale di una solidarietà internazionale ricevuta. Vanno esposte stabilmente e rese protagoniste del sessantesimo, e possono diventare il filo che lega quella memoria a un gesto di solidarietà attuale: un ponte culturale che dia corpo, anche simbolicamente, all'impegno verso Cuba e verso ogni popolo sotto assedio.
4. Difendere il patrimonio come bene comune, non come merce. Dalla tutela reale del centro UNESCO alla cantierizzazione di beni pubblici come il Forte Belvedere, fino alla Villa di Rusciano: il patrimonio che il mondo ci aiutò a salvare non può essere subordinato alla pressione turistica e di mercato.
Sul terzo punto, per la gravità dei fatti che sta colpendo il popolo cubano e la sua repubblica sovrana, abbiamo stamani chiesto un'azione rapida in Commissione 7 (pace e diritti): il Presidente della Commissione Cultura era presente e si è impegnato a discutere la mozione sulle opere d'arte donate a Firenze prima della pausa estiva, nei primi giorni di luglio.
Ringraziamo per le risposte ricevute dalla maggioranza e proveremo a chiedere alla stessa Ambasciata di Cuba, oltre che all'Associazione di Amicizia Italo-Palestinese, di poter partecipare". (fdr)

