Descrizione
“Ricordiamo oggi due figure che, in ambiti diversi ma profondamente intrecciati, hanno contribuito a far crescere la nostra comprensione della storia, della democrazia e del ruolo delle persone nella costruzione della società.
Il 17 giugno è scomparso a Bologna Carlo Ginzburg, tra i più importanti storici italiani del Novecento e del nostro tempo, conosciuto in tutto il mondo come uno dei padri della microstoria. Con il suo lavoro ci ha insegnato che la Storia non è fatta soltanto dai grandi eventi, dai potenti e dalle istituzioni, ma anche dalle vite quotidiane delle persone comuni, dagli individui che spesso non trovano posto nei manuali e che pure contribuiscono a costruire il corso degli eventi. Attraverso lo studio delle tracce lasciate dagli ultimi, dagli invisibili, Ginzburg ha mostrato come sia possibile comprendere più a fondo la complessità del passato.
Negli stessi giorni ci ha lasciati anche Umberto Allegretti, giurista di grande rilievo e fiorentino d’adozione. Il suo pensiero ha accompagnato generazioni di studiosi e amministratori nell’interpretazione delle trasformazioni dello Stato e della democrazia italiana. Al centro della sua riflessione vi era la convinzione che la democrazia non fosse un dato acquisito una volta per tutte, ma un processo in continua costruzione, alimentato dalla partecipazione dei cittadini e radicato nei principi della nostra Costituzione. A lui dobbiamo un contributo fondamentale allo sviluppo della cultura della democrazia partecipativa nel nostro Paese.
Ginzburg e Allegretti sono stati due maestri. E forse il modo migliore per ricordarli è raccogliere la domanda che ci lasciano in eredità: quanto spazio riserviamo oggi alla conoscenza del passato, alla sua complessità, alla sua capacità di aiutarci a leggere il presente?
In un tempo in cui si evocano spesso identità, appartenenze e tradizioni, il loro insegnamento ci ricorda che la memoria non può essere ridotta a slogan e che la democrazia vive solo se accompagnata da conoscenza, spirito critico e partecipazione. È un'eredità preziosa che riguarda non solo il mondo della cultura e dell’università, ma tutte le istituzioni democratiche, comprese quelle che rappresentiamo oggi in quest’aula”. (s.spa.)

