Descrizione
“Ci sono notizie che non possono lasciare indifferenti e che impongono a ciascuno di noi un momento di profonda riflessione.
A Camaiore si è consumata una tragedia che sconvolge le coscienze. Un ragazzo di 24 anni, Mirko Moriconi, è stato ucciso a fucilate dal padre. Stessa sorte per la madre, Kety Andreoni, che aveva cercato fino all’ultimo di proteggerlo.
Secondo quanto emerso, Mirko aveva più volte manifestato la paura di essere rifiutato e perseguitato per il proprio orientamento sessuale. Una paura che si è trasformata nella più terribile delle realtà.
Di fronte a una vicenda come questa non possono esserci ambiguità. L’odio, il pregiudizio e l’omofobia non sono opinioni: quando vengono alimentati, tollerati o normalizzati possono trasformarsi in violenza e, nei casi più estremi, in tragedie come quella che oggi piangiamo.
Il nostro compito, come istituzioni, non è soltanto amministrare, ma contribuire a costruire una società in cui nessuno debba temere di essere sé stesso. Una società che promuova il rispetto delle differenze, l’educazione al rispetto reciproco e il contrasto a ogni forma di discriminazione.
Oggi desidero esprimere il mio più profondo cordoglio per Mirko e per Kety, vittime innocenti di un odio che non può e non deve trovare alcuna giustificazione.
Il modo migliore per onorare la loro memoria è continuare a difendere con determinazione i diritti, la dignità e la libertà di ogni persona, affinché nessun giovane debba mai pensare, nemmeno per un istante, che per qualcuno sia “meglio morto che gay”.
Rivolgo un appello a tutte le istituzioni, a ogni livello, affinché rinnovino con convinzione il proprio impegno contro ogni forma di odio, discriminazione e violenza.
Non basta commemorare le vittime quando è ormai troppo tardi. È necessario investire nella cultura del rispetto, nell’educazione alle differenze, nella prevenzione e nel contrasto a ogni linguaggio e comportamento che alimenti intolleranza e marginalizzazione.
Difendere la dignità di ogni persona non è una battaglia di parte, ma un dovere costituzionale e morale. Solo così potremo costruire una società in cui nessuno debba avere paura di essere sé stesso e in cui tragedie come quella che ha colpito Mirko e Kety non si ripetano mai più”. Queste le dichiarazioni del consigliere PD Andrea Ciulli. (s.spa.)

