Andrea Ciulli (PD): “Pena di morte in Iran, Firenze chiede di fermare l’esecuzione di Benyamin Naghdi”
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23 Settembre 2026
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La commissione 7 di Firenze rinnova il proprio impegno a difesa dei diritti umani e contro la pena di morte e chiede che venga fermata l’esecuzione di Benyamin Naghdi, 26 anni, giovane atleta iraniano condannato a morte dopo aver partecipato alle proteste per la libertà.
Una vicenda che, secondo quanto riportato da organizzazioni internazionali per i diritti umani, si inserisce nel più ampio quadro della repressione esercitata dalle autorità iraniane nei confronti di manifestanti, attivisti e cittadini che esprimono pacificamente il proprio dissenso.
“La vita non è una pena e la pena di morte non è giustizia – dichiara il consigliere comunale PD Andrea Ciulli –. Per questo Firenze non può restare in silenzio davanti alla condanna a morte di un giovane di 26 anni che rischia di perdere la vita per aver esercitato le proprie libertà”.
“Firenze ha anche una responsabilità particolare – prosegue Ciulli –. Nel 1786 la Toscana fu il primo Stato al mondo ad abolire la pena di morte. Quella scelta di civiltà appartiene alla nostra storia e continua a parlare al presente. Oggi abbiamo il dovere di rinnovarla, non soltanto con le parole, ma attraverso un impegno concreto”.
Il Consiglio comunale chiede quindi al Governo italiano di mettere in campo ogni iniziativa diplomatica utile affinché venga revocata la condanna a morte di Naghdi, siano garantiti il diritto alla difesa e un giusto processo e venga rispettato il pieno quadro dei diritti fondamentali.
Analoga richiesta viene rivolta alle istituzioni dell’Unione Europea e alle Nazioni Unite, affinché mantengano alta l’attenzione sulla situazione dei diritti umani in Iran e promuovano ogni iniziativa utile contro il ricorso alla pena capitale.
“Non possiamo scegliere quali diritti difendere in base alla convenienza politica o alla distanza geografica – sottolinea Ciulli –. La libertà o è di tutti, oppure non è libertà. La dignità o è universale, oppure non è dignità”.
Il Consiglio comunale ha inoltre ribadito l’importanza del dialogo con la comunità iraniana presente a Firenze, con le associazioni per i diritti umani e con i gruppi di donne iraniane che da anni chiedono attenzione e sostegno.
“Voglio rivolgere un messaggio chiaro alla comunità iraniana della nostra città: Firenze vi vede, Firenze vi ascolta. Le istituzioni democratiche devono essere al fianco di chi chiede libertà, dignità e rispetto dei diritti fondamentali”.
“Dal movimento Donna, Vita, Libertà fino alla vicenda di Benyamin Naghdi – conclude Ciulli – continuiamo a vedere persone che pagano con la propria libertà e, in alcuni casi, con la propria vita, il coraggio di chiedere diritti. Firenze deve continuare a fare la propria parte. Perché davanti alla pena di morte non possiamo abbassare lo sguardo”. (fdr)

