Descrizione
Questa la comunicazione della consigliera PD Patrizia Bonanni
“A 45 anni dalla sua scomparsa, vogliamo ricordare Rossela Casini. Aveva quasi 25 anni, era una studentessa, era una giovane donna libera. Era mia coetanea.
E questo pensiero, ogni volta, mi attraversa.
Non è stata solo vittima della criminalità organizzata. È stata negata una vita Rossella, come sappiamo, fu uccisa dalla 'ndrangheta.
Non è mai tornata. Non è mai salita, quel 22 febbraio,su quel treno che avrebbe potuto riportarla a casa, a Firenze.
E allora mi chiedo: che donna sarebbe stata oggi Rossella? Sarebbe una donna di quasi settant’anni. Forse avrebbe lavorato nella scuola, nel sociale, nella cultura.
Forse sarebbe stata una presenza attiva nella nostra comunità. Forse avrebbe dato un contributo prezioso anche qui, a Firenze perché il coraggio che dimostrò non fu un gesto improvviso. Fu una scelta. La scelta di non accettare l’omertà, di non piegarsi. Quella vita è stata tolta anche a noi.
Ma non ci è stata tolta la responsabilità della memoria. Firenze ha scelto di ricordarla con la lapide nel luogo dove viveva, in Borgo La Croce, con il giardino che porta il suo nome. Con la presenza, qualche anno fa, del Gonfalone alla commemorazione, a Pami, in Calabria dove Rossella perse la vita non salendo su quel treno. Era presente l’allora presidente del Consiglio comunale Luca Milani. Segno che la città si assunse il dovere di custodire questa memoria. A Scandicci c’è un istituto comprensivo che porta il suo nome. Il presidente Mattarella, nel 2019, ha riconosciuto il suo impegno con la medaglia d’oro al valore civile. Sono segni concreti. Segni che parlano a tutti e a tutte noi perché Rossella non è solo memoria del passato. È una domanda rivolta al presente: da che parte stiamo quando il silenzio sembra più comodo? Firenze città medaglia d’oro alla Resistenza è comunità educante ed una comunità educante non si limita a commemorare, insegna, testimonia, sceglie. E allora non ricordiamo solo una giovane donna uccisa dalla mafia ma ricordiamo il coraggio di una ragazza che ha scelto di non voltarsi dall’altra parte.
Ringraziamo Libera, Enzo Infantino, che ha trasformato il silenzio in impegno civile, la giornalista Francesca Chirico Roberto Saviano e tutti e tutte le persone che hanno tolto dall’oblio questa storia di coraggio rimasta oscura per tanti anni.
Le mafie vogliono che i nomi vengano dimenticati. Noi oggi quel nome lo pronunciamo con forza: Rossella Casini. Donna coraggiosa che ha guardato negli occhi la ‘ndrangheta senza paura.
E Fino a quando Firenze lo farà la sua vita non sarà cancellata”. (s.spa.)

