Maggio Musicale, Palagi (SPC): "Tempi determinati e bilancio, richiesta di chiarimenti"
Dettagli
20 Febbraio 2026
2 minuti, 15 secondi
Descrizione
Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi - Sinistra Progetto Comune
"In un documento del Comune di Firenze (a cura della Direzione Società Partecipate, Associazioni, Fondazioni e altri organismi in controllo pubblico) è scritto in modo chiaro, rispetto al Bilancio di esercizio 2024 della Fondazione del Maggio Musicale: c'è un serio rischio che si possa arrivare a un'erosione di liquidità. Non solo, a distanza di poche righe è possibile leggere: «resta critico il peso dei ricavi per biglietti e abbonamenti».
Questo ci preoccupa, ovviamente, perché su questo fondamentale riferimento culturale della Città si sono consumate pagine pessime durante il secondo mandato Nardella. Chiedendo continuamente sacrifici alle classi lavoratrici, si sono ignorati i problemi, fino a vederli esplodere in modo anche sensazionalistico.
Per questo abbiamo presentato un question time in discussione lunedì, riprendendo anche un altro tema, emerso due settimane fa nel Salone dei Duecento. Per una manifestazione di interesse per una figura di direzione di scena è stata presentata una diffida. L'abuso dei tempi determinati è tema di grande attualità in tutte le fondazioni lirico-sinfoniche, ma riguarda in modo particolare quella fiorentina.
Ci è stato detto che ci sarebbe un picco di produzione che giustifica contratti a termine, ma nella stessa riposta si è anche ammesso che la pianta organica ha un vuoto proprio per quel tipo di incarico.
Una recente sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea ribadisce che è illegittimo abusare dei tempi determinati, anche in questo comparto.
Oggi la situazione è tale per cui dopo 36 mesi importanti professionalità non possono più lavorare al Maggio Musicale, anche tra i reparti di palcoscenico. Magari si investe in formazione, ma poi sono altri enti culturali e teatrali a trarne beneficio.
Tra le domande che faremo lunedì c'è anche quella relativa ai compensi e alla necessità di rivedere i contratti di tutto il personale, perché per le lavoratrici e i lavoratori non si può più rimandare l'individuazione delle risorse economiche necessarie a migliorare le loro condizioni". (fdr)

