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Luca Milani (Capogruppo PD): “La guerra dei bambini”

Data:

23 Febbraio 2026

Tempo di lettura:

2 minuti, 17 secondi

Descrizione

Questa la comunicazione del capogruppo PD Luca Milani


 

“I bambini non fanno la guerra, se dipendesse da loro la guerra non si farebbe.

Sono purtroppo le prime vittime della guerra; uccisi, abbandonati, orfani, deportati, rapiti e comunque segnati profondamente per il resto della loro vita.

A Firenze ieri due eventi per ricordare le piccole vittime della guerra:

nel giardino dell'Ardiglione nel cuore dell’Oltrarno un glicine di strisce di stoffa bianca che sembra un'installazione d'artista, ma che cela una realtà più profonda e amara, che scuota la coscienza.

Ciascuna striscia è un bambino, una bambina.

Sono i nomi di 20.000 piccoli palestinesi uccisi a Gaza.

Un'iniziativa partita da alcuni insegnati della scuola Machiavelli, che voglio ringraziare a nome del Partito Democratico, e che ha coinvolto poi genitori, alunni e alunne, nonni, persone del quartiere, associazioni e il Giardino dell'Ardiglione dove l'installazione ha avuto luogo, alla fine di un percorso partecipato di creazione.

Alzare lo sguardo verso l'alto, il bianco del glicine di stoffa, contro il cielo azzurro, i nomi di questi bambini che non ci sono più e che noi, tutti noi, non siamo stati in grado di proteggere. 20.000 strisce di stoffa, 20.000 storie, sogni, sorrisi, risate, speranze che non ci sono più.

Un lavoro collettivo contro l'indifferenza, dove andare, per un momento, fuori dalla confusione della città,  per una riflessione o per una preghiera, per non distogliere mai lo sguardo.

Sempre ieri, una marcia silenziosa, quella della comunità ucraina di Firenze, a 4 anni dall'invasione della Russia, per ricordare le vittime in modo particolare le vittime civili, i prigionieri civili … ed i bambini rapiti, portati in Russia per una rieducazione forzata. Sono più di 19.500 i casi documentati ma le stime sono ben superiori: forzata separazione dalle famiglie nelle zone occupate, trasferimento in orfanotrofi, campi o istituzioni russe senza consenso, iscrizione a programmi di “russificazione” linguistica e culturale, adozioni o cambi di cittadinanza senza approvazione legale dei genitori e anche formazione in campi militarizzati per giovani più grandi.

Queste pratiche sono crimini di guerra e violazioni dei diritti umani.

Come può l'uomo essere così malvagio.

Se fosse per i bambini la guerra non esisterebbe”. (s.spa.)

Ultimo aggiornamento:

23/02/2026, 16:42

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