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Del Re e Gasperini (Firenze Democratica): “Il vigile di quartiere c’è di già. Anzi, no. Come si arriva al Consiglio di quartiere 1 aperto del 12 marzo, e ciò che un Comune potrebbe fare sul fronte della sicurezza sociale”

Data:

26 Febbraio 2026

Tempo di lettura:

2 minuti, 21 secondi

capogruppo firenze democratica
firenze democratica
quartiere 1

Descrizione

Queste le dichiarazioni della capogruppo di Firenze Democratica, Cecilia Del Re, e di Alessandra Gasperini, consigliera di quartiere 1 di Firenze Democratica:

“Il 29 gennaio scorso abbiamo chiesto alla Commissione Servizi Sociali del Quartiere 1 di organizzare una seduta congiunta con la Commissione Ambiente e Territorio per discutere insieme il tema del "vigile di quartiere". La proposta è stata accolta positivamente, ma per ora non è stata calendarizzata, e difficilmente lo sarà prima del Consiglio aperto del 12 marzo, richiesto dai comitati di cittadini proprio su questo tema.

Il "vigile di quartiere" non è un concetto univoco: nel tempo ha assunto forme diverse nel quartiere e in città. Senza un confronto preparatorio nelle commissioni, il rischio è che il Consiglio di quartiere del 12 marzo si riduca ancora ad uno profluvio di pensieri e opinioni, senza che poi ci sia modo di un confronto, e soprattutto di dare un seguito a ciò che viene detto. 

In particolare, sarebbe stata l'occasione per approfondire 2 elementi concreti: gli indirizzi attuali della polizia municipale nel quartiere (presentati la scorsa settimana ai comitati di cittadini in un incontro organizzato dall'assessorato), e l'esperienza del reparto di "polizia di comunità" attivo nel biennio 2017-2019, a cui ci riferiamo quando chiediamo di ripristinare quel servizio, che era un punto del nostro programma di mandato. Un servizio di prossimità, che unisca alla presenza capillare sul territorio le competenze necessarie per affrontare problemi di ordine pubblico e di emergenza sociale, in collaborazione con una rete strutturata di servizi appartenenti a vari enti della P.A.

Il Consiglio del 12 marzo sarà il terzo consiglio aperto richiesto dai cittadini del Quartiere 1 nell'arco di un anno. È un dato che vale la pena leggere con attenzione: i cittadini si organizzano perché sentono il bisogno di spazi di confronto diretto. Questo è positivo, ma è anche il segno che qualcosa nel funzionamento ordinario della rappresentanza negli organi elettivi va rafforzato.

Come minoranza, riteniamo che occorra dare maggiore spazio ai consigli eletti e alla rappresentanza effettiva dei cittadini. I comitati di cittadini sono una risorsa preziosa, ma occorre affiancarli con istituzioni più presenti e capaci di rispondere alle loro richieste”. (s.spa.)

Ultimo aggiornamento:

26/02/2026, 13:20

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