Descrizione
“Tanti parlano della storia del cubo nero, molti sbagliano mira ed interpretazione.
Ma il dossier completo dei documenti l’abbiamo letto tutto. Parliamo perché verifichiamo le carte ufficiali, che abbiamo cercato e che ci hanno dato. Loro. Pure condite da inascoltabili attacchi e giustificazioni che li hanno fatto tradire da soli.
Il dubbio di paternità dell’orribile manufatto è stato subito chiarito alla prima intervista, visto che i principali artefici sono stati i primi a gridare alle telecamere “io non l’avrei mai autorizzato”.
Ciò facendo hanno commesso due clamorosi errori. Il primo perché erano loro in carica all'epoca, il secondo pensando che non spettasse al proprio ente la più decisiva delle documentazioni, illudendosi che dovesse rimanere nelle mani della Soprintendenza.
Proprio nelle carte del dossier è dimostrato plasticamente il contrario: i dubbi, dunque, non sono su chi abbia autorizzato, ma su come e sul perché.
La faccenda del cubo nero è certo partita dall’assurda vendita del vecchio immobile, e quella è stata la tappa del disastro economico; il Comune avrebbe potuto incassare molto di più dalla cessione, e la stessa Cassa Depositi e Prestiti non ha reso un bel servizio alle casse statali.
Ma la tappa del disastro estetico si è tutta giocata negli ultimi tre mandati dei sindaci di Firenze.
Prima, non bloccando la trasformazione di un piano di recupero rispettoso della zona (per colori e materiali), poi facendo finta di non vedere i veri colori e materiali che stavano usando (bastava entrare in cantiere per scoprirlo) e infine non mettendo a verbale la tanto sbandierata contrarietà (bastava scrivere che il lavoro in cantiere non era accettabile per la città, come scritto da tutti fino al 2019).
Al fine di aiutare i non edotti sulle questioni legali e amministrative si specifica che il potere di vigilanza sul titolo edilizio è responsabilità del Comune.
Adesso, ci dispiace, ma che parli questo o quello, credendo che il ruolo altisonante che ricopre fornisca più verità… non serve a nulla. Le uniche parole ancora da ascoltare saranno quelle della Magistratura”.
Lo dichiarano in una nota i consiglieri del gruppo Lista Civica Eike Schmidt Massimo Sabatini, Eike Schmidt, Paolo Bambagioni
(fdr)

